«Ci hanno chiesto
di giocare in serie A»
5 giorni per dire sì

La Lega A ha invitato la Tezenis a considerare la possibilità di aderire al prossimo torneo di A FOTOEXPRESSGianluigi Pedrollo, presidente della Scaligera FOTOEXPRESS
La Lega A ha invitato la Tezenis a considerare la possibilità di aderire al prossimo torneo di A FOTOEXPRESSGianluigi Pedrollo, presidente della Scaligera FOTOEXPRESS
Simone Antolini17.06.2020

La serie A chiama la Tezenis. Un sogno. Solo un sogno? «La Lega serie A ci ha chiamato e ci ha chiesto se vogliamo prendere posto in A. E noi vorremmo provarci». A fare la differenza è l’adrenalina che cancella giorni di riflessioni e di propositi per il futuro. Giorgio Pedrollo, vicepresidente della Scaligera Basket, è un’esplosione di energia. «Ci siamo detti tante cose in quest’ultimo periodo. Ma quando poi è arrivata la chiamata, anche mio padre si è esaltato».

 

Pistoia si chiama fuori, chiede il riposizionamento in serie A2. Verona è seconda, dietro Torino, nel ranking di ammissione alla A. La chiamata è arrivata. E allora? «Allora abbiamo pochissime ore per dare una risposta. Mi rendo conto che la strada è in salita, molto in salita. Ma il mio è un appello: l’occasione è unica. Avere la possibilità di riprenderci la serie A fa un grande effetto. Non perdiamo certo il senso delle misure. Ma forse, a volte, certe occasioni si devono prendere al volo».

Quindi, rieccolo l’appello: «Chiediamo l’aiuto di tutti. Chiediamo quel sostegno economico che potrebbe permetterci di dare una risposta affermativa all’invito della Lega». I conti sono presto fatti. O almeno, così ci aveva insegnato il passato: un milione e mezzo per vivere una stagione di serie A2. Ne servirebbero 3,5 di media per affrontare il campionato di serie A. Tanti. Tenendo conto del particolare momento che sta anche vivendo l’economia italiana post Covid-19. Ma in casa Scaligera si sono comunque attivati per capire se a volte certi sogni non sono destinati a durare l’arco di una notte, per poi svanire.

«Verissimo» annuisce Pedrollo. «E proprio per questo dovremmo fare un autentico miracolo in pochissimo tempo. Invio il mio appello agli istituti di credito, alle grandi imprese veronesi, pure all’amministrazione comunale, che comunque si è dimostrata subito lusingata da questo tipo di opportunità. Il momento non è facile per nessuno. La Tezenis resta pur sempre un’eccellenza per Verona. Restiamo alla finestra. Ringrazio fin d’ora gli sponsor che hanno voluto seguirci ancora nel nostro viaggio. Naturalmente una parola va spesa anche per Tezenis, che ha confermato di voler proseguire ancora insieme. Per noi questa vicinanza è vitale, aiuta ad andare avanti. Ma la serie A richiede un ulteriore sforzo. Un sacrificio economico che al momento non potremmo sostenere». Tuttavia...«dopo la chiamata» conferma Pedrollo «ci è venuta voglia di sognare. Ci siamo concessi una bolla di 48 ore, dentro la quale provare a capire se magari in pochissimo tempo si riesce a realizzare qualcosa che non siamo riusciti a fare in tanto tempo». Domani, Umberto Gandini, presidente di Legabasket, dovrà informare l’assemblea sui nomi dei club che hanno dato adesione all’invito di ammissione alla A. Verona è in ballo.

Entro il 22 giugno, poi, dovrà eventualmente essere formalizzata l’istanza di ammissione alla Lega A. Entro il 30 giugno dovranno essere effettuati i primi pagamenti. E poi, tutto il mese di luglio sarà utilizzato per formalizzare il “trasferimento” dalla serie A2 alla A. L’iscrizione alla nuova Lega comporta un esborso di 250mila euro. Stessa cifra per la fidejussione. Ora la famiglia Pedrollo vuole capire se davvero il “tessuto” economico veronese è pronto a supportare questo nuovo sforzo. «Il ritorno della Verona dei canestri in serie A» ha spiegato ieri l’assessore allo sport Filippo Rando «rappresenterebbe motivo di grande orgoglio e prestigio per tutti. Per la città, per l’ambiente, per gli sportivi.

La Scaligera ha regalato imprese storiche che nessuno ha mai dimenticato. Da parte nostra faremo una riflessione con le partecipate per vedere se riusciremo a dare il nostro contributo». E il conto alla rovescia continua. •