Viviani, promesse e profezie «Corro il Giro, penso al Tour»

Renzo Puliero 04.02.2019

«È sicuro, sarò al Giro d’Italia». Elia Viviani ufficializza la sua partecipazione alla centoduesima edizione della corsa più amata dagli italiani. «Mai ho pensato di non correrlo», riferisce il campione d’Italia «e devo proprio all’indossare la maglia tricolore una ragione per la quale non potevo proprio non partecipare, davanti ai miei tifosi ed ai grandi appassionati di ciclismo». Così come «dopo le quattro vittorie di tappa dello scorso anno e la conquista della maglia ciclamino della classifica a punti, mi sento in dovere di tornare al Giro». E, infine, «altra ragione, il fatto che la corsa si concluderà all’Arena, anche se non con una volata come mi sarebbe piaciuto, ma con una cronometro». Rimane, in Viviani, «la volontà di correre anche il Tour, ma ogni decisione sarà assunta con la squadra quando faremo il punto dopo la conclusione del Giro d’Italia», corsa nella quale la Deceunink - Quick Step gli garantisce la presenza dei suoi uomini fidati per allestire il «treno» nelle volate. OBIETTIVO FORMOLO. Davide Formolo (Bora Hansgrohe), da tempo, ha indicato, per il Giro, «il traguardo di entrare tra i primi cinque, il massimo che ritengo di poter ottenere, vista anche una concorrenza più forte che mai». Davide, che da venerdì scorso è in Sierra Nevada in vista dell’esordio stagionale fissato all’UAE Tour il 24 febbraio, avrà modo di continuare a sperimentare la nuova posizione in bicicletta. «Stiamo seguendo», spiega, «il metodo Specialized. Mi ci è voluto un po’ per adeguarmi. L’anno scorso sono stato testardo ed ho voluto continuare con le misure a cui ero abituato. Ora Patxi Vila, il mio preparatore, si è impuntato e io ho ceduto. Siamo stati nella galleria del vento della Specialized a San Francisco per studiare la migliore soluzione sia per la bici da strada che per quella da cronometro. Il manubrio, ora, è più alto e la posizione più aerodinamica. Negli sforzi brevi rende di sicuro di più. Uso maggiormente i muscoli della coscia, quindi sono più esplosivo e reattivo». «Per quanto riguarda le lunghe distanze», conclude, «vedremo, in particolare nella terza settimana dei grandi giri, se sarà altrettanto efficace». Davide Formolo è in scadenza di contratto, così come Elia Viviani («Dipendesse da me, resterei a vita alla Deceuninck Quick Step e spero tutto si risolva prima del Giro; altre squadre si sono fatte avanti, ma questo pensa il mio procuratore Lombardi»), ma Patxi Vila non ha dubbi sul prolungamento del contratto e ribadisce che «il 2019 sarà l’anno buono per Davide». Conferma: «Raramente ho visto corridori con un potenziale così, ma deve crescere ancora tanto. L’anno scorso ho assecondato le sue richieste, ma quest’anno mi sono imposto cambiando parte dell’alimentazione e certi allenamenti e sono convinto che Formolo arriverà al Giro al meglio della condizione». Alla Bora Hansgrohe, Formolo si avvale anche dell’apporto di uno psicologo. Riferisce: «È uno specialista tedesco. Ogni corridore ha bisogno di concentrarsi su qualcosa: c’è chi è molto avanti con l’autostima, chi ne ha troppo poca, chi deve imparare e convivere con i sacrifici e lo stile di vita che impone il ciclismo. Io pecco un po’ nell’autostima: come dice Patxi, devo credere di più in me stesso». AL VIA. Al Tour of Colombia (12-17 febbraio) saranno al via Andrea Guardini con la Bardiani Csf e, in maglia azzurra, Michele Scartezzini e Attilio Viviani, convocati dal c.t. della pista, Marco Villa. Mauro Finetto (Delko Marseille) e Davide Rebellin (Sovac) hanno esordit5o ieri nel Gp La Marseillaise. Mauro proseguirà con i Giri della Provenza e dell’Haut Var. Alessandro Fedeli (Delko Marseille), invece, sarà da fine febbraio al Giro di Ruanda. Umberto Poli (Nova Nordisk) esordirà all’UAE Tour (25 febbraio-2 marzo), poi punterà alla sua terza partecipazione alla Classicissima. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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