Ricchiuto: «Lo sport insegna a condividere gli obiettivi»

Giuseppe Maria Ricchiuto con alcuni dei trofei vinti dalla Specchiasol  Ricchiuto in festa con le ragazze della Specchiasol nel 2016
Giuseppe Maria Ricchiuto con alcuni dei trofei vinti dalla Specchiasol Ricchiuto in festa con le ragazze della Specchiasol nel 2016
Maria Cristina Caccia 06.03.2019

«Continuate a sognare, perché la paura frega, mentre il coraggio premia. Siamo noi l’esempio per i giovani e anche le loro speranze». Questo il messaggio accorato di Giuseppe Maria Ricchiuto, fondatore di Specchiasol, pensando allo sport e ai valori che è in grado di veicolare, lui che della genuinità e dell’amore per la natura ha fatto di un sogno una professione. Lo sport nella Sua vita? Non ho mai praticato sport a livello agonistico, ma mi sono dedicato a diverse discipline, quali l’ippica, il tennis, immersioni e nuoto che, ogni tanto, pratico tuttora. In Puglia, nella mia terra d’origine, ho coltivato per molti anni la passione per la barca a motore. Lo sport può essere definito una palestra di vita? Assolutamente sì e trovo sia anche una delle più belle, perché praticando lo sport si impara a stare con gli altri e a condividere obiettivi quali la vittoria, il raggiungimento di un risultato, un premio. In gara ci mettiamo alla prova e ci misuriamo con i nostri limiti. Le competizioni sane aiutano a crescere. Trova similitudini tra sport e impresa? Ci sono molte similitudini. L’impresa poggia su una rete commerciale composta da una squadra e capitanata da un mister, il direttore commerciale. È un team a tutti gli effetti in cui ognuno contribuisce a portare risultati. I direttori devono sostenere il gruppo in attacco, così come gli allenatori, prima di una partita, devono radunare gli atleti e stabilire la strategia. Il direttore, in azienda, come il coach, deve rendersi conto che i suoi uomini vanno motivati continuamente, perché, per vincere, è necessario avere un credo piuttosto radicato. Degli sportivi di oggi, qualcuno La rappresenta come simbolo di …? Penso ad Alex Zanardi, un uomo dotato di grande coraggio e determinazione, oppure a Pelé, un altro esempio di campione fuori e dentro il campo. Questi due fuoriclasse si distinguono non soltanto per le abilità sportive, ma, soprattutto, per la loro nobiltà d’animo. Qual è il ruolo della sconfitta nella crescita di uno sportivo sia nella disciplina sia nella vita? Può insegnare molto, se, in modo intelligente, si impara a trarne benefici. Porsi delle domande di fronte a una sconfitta aiuta a crescere: dobbiamo reagire positivamente per risolvere le criticità e prendere confidenza con i nostri limiti. Qual è il ruolo dei genitori nell’educazione sportiva dei figli? È di sicuro molto importante, quanto delicato. I genitori devono essere un esempio per i loro figli, ricordando loro che lo sport è, prima di tutto, divertimento, per poi assumere l’aspetto della sfida e della partecipazione, come palestra in cui allenarsi alla lealtà. Quale il ruolo dell’allenatore? Lo vedo come un secondo papà, perché impartisce ordini ed esige disciplina. Dovrebbe essere un pedagogo più che uno sportivo, per sapersi mettere in ascolto dei giovani che si affidano a lui, così diversi tra loro, ognuno portatore di una propria storia famigliare, un proprio bagaglio emotivo e una sensibilità da non trascurare. Ha un ricordo sportivo che porta nel cuore? Il pensiero torna alla mia gioventù, alla volta in cui, dal momento che non avevamo a disposizione un pallone di cuoio, io e un mio caro amico abbiamo fatto una specie di colletta per riuscire a comprarne uno e per acquistare anche le prime magliette: eravamo nel dopoguerra, nei primi anni ’50. Nella vita mi sono sempre trovato a capo di una qualche iniziativa di cui mi dovevo assumere l’onere e l’onore, abituandomi a districarmi di fronte alle difficoltà. Hellas o Chievo? Seguo entrambe, ma nutro una particolare ammirazione per il Chievo, squadra di quartiere che ha scalato la vetta della classifica guadagnandosi un posto di prima linea in Serie A. Pensando allo sport, quale messaggio vuole lanciare? Invito di cuore i giovani a praticare sport, seguendo la loro passione, una corretta disciplina e un obiettivo, forza di volontà. A tutti loro dico: se avete un’idea, perseverate. • © RIPRODUZIONE RISERVATA