Raimondi no limits: è lui l’asso del 2018

Filippo Rando, Pierluigi Tisato, Prando Prandi, Stefano Raimondi, Marcello Rigamonti e Roberto GerosaIl gruppo dei premiati sulla scalinata del municipioLino Scapini con le giovani leve della Luc Bovolone FOTO ELISA TISATO
Filippo Rando, Pierluigi Tisato, Prando Prandi, Stefano Raimondi, Marcello Rigamonti e Roberto GerosaIl gruppo dei premiati sulla scalinata del municipioLino Scapini con le giovani leve della Luc Bovolone FOTO ELISA TISATO
Renzo Puliero 17.02.2019

Stefano Raimondi, 21 anni, di Bonaldo di Zimella, è l’atleta dell’anno 2018 per il Gruppo Sportivi Veterani Veronesi. Nuotatore paralimpico, ha partecipato tra l’altro ai Giochi del Mediterraneo a Tarragona vincendo la medaglia d’oro nei 100 stile libero, «primo atleta paralimpico italiano a riuscirci». Si è ripetuto al Sette Colli ed è stato protagonista agli Europei di Dublino dove ha conquistato i titoli nei 100 rana e nelle staffette 4x100 stile e 4x100 misti, due medaglie d’argento nei 100 dorso e 100 sl e tre di bronzo nei 50 e 400 stile e nei 100 delfino. Prima dell’incidente del 2013 («sono scivolato in moto sotto un camion riportando un trauma da sguainamento, più la recisione di tutti i nervi di sensibilità del movimento alla caviglia»), era stato «in nazionale giovanile e partecipato alla Coppa Comer». Ha cominciato a gareggiare «dopo i corsi di nuoto tenuti a Montagnana quando ero in seconda e terza elementare» e, da paralimpico, è stato tesserato alla Rari Nantes Bentegodi per passare, nel 2018, alla Verona Swimming Team, dove è seguito da Marcello Rigamonti, che fa presente: «La società è nuova, conta su sei atleti, ha ricevuto il rinnovo del contributo da parte di Agsm, ma la porta resta aperta a altri sponsor, intanto il grazie va alla farmacia Bergognoni Michele Garufi, industriale farmaceutico, all’Accademia Iapnor che, tramite il dottor Vittorio Serafini, cura la salute dei ragazzi con ceck ricorrenti, ad Akron, al Centro federale e alla Leo Sport». Per la Federnuoto, infatti, «sono tesserato», spiega Raimondi, «per questa società, dove mi segue Alberto Burlina. Mi alleno bene», riferisce ancora Stefano, «al Centro federale, assieme a Thomas Ceccon. Questa è una delle migliori strutture in Italia e qui preparo gli appuntamenti agonistici. Il bilancio agli Europei? Soddisfacente, contro avversari che non conoscevo. L’obiettivo 2019 è rappresentato dai Mondiali». Raimondi, però, in maggio a Lignano in una prova di Coppa del mondo, dovrà «rifare la classificazione», passaggio obbligato per continuare a gareggiare tra i paralimpici. «Spero», avverte, «che la riclassificazione sia permanente e non di un solo anno come è stato sinora. Solo allora, la mia strada sarà in discesa, senza più l’ansia di non sapere quale futuro avrò. Solo allora, potrò allenarmi senza pensieri per andare forte nei momenti giusti, a cominciare dai Mondiali dove vorrei confermare i risultati degli Europei». I Mondiali gli aprirebbero le porte «per i Giochi paralimpici di Tokyo 2020: esserci è un mio preciso obiettivo», conferma lui, diplomato perito meccanotronica al «Dal Cero» di San Bonifacio («colgo l’occasione per un saluto ai miei professori»), «in piscina per due sedute al giorno per un totale di quattro ore e oltre». Stefano Raimondi ha ricevuto il «San Zen che ride», che simboleggia la veronesità della premiazione («il sorriso che appare nelle statue di San Zeno e Cangrande della Scala, icone di Verona, dice quanto l’allegria sia nel dna dei veronesi e lo sport», avverte Walter Fabbri, «deve sempre portare il sorriso»). Gli è stato consegnato nella sala Arazzi del municipio, presenti l’assessore allo Sport Filippo Rando («è ammirevole il dinamismo da ventenni di un gruppo che ha superato i 90 anni di attività») e il presidente nazionale dell’Unione Veterani dello sport, Prando Prandi: «Siamo in diecimila in Italia», rivela, «ma c’è bisogno di sempre nuovi soci». Il Gruppo Sportivi Veterani veronesi, che ha cominciato il 97esimo anno di attività, guidato da Pierluigi Tisato, continua a spendersi per lo sport veronese e ad assolvere ad una funzione sociale. La raccomandazione ai giovani atleti di Fabbri è in linea con la mission di chi, da anni, si occupa di promozione sportiva: «Tenete pulito questo luogo di socializzazione che è lo sport, con famiglia e scuola, uno dei tre poli su cui si impernia l’educazione. Non abbandonatevi alle tentazioni rappresentate da scorciatoie, doping e altro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA