L'arbitro gli fischia il rigore a favore, lui lo ferma: «No, non era fallo»

Elia Turrina e Damiano Tommasi
Elia Turrina e Damiano Tommasi
Riccardo Perandini19.02.2019

Bel gesto di fairplay in Cavaion-Sant’Anna d’Alfaedo, formazioni iscritte al campionato di Seconda Categoria, girone A. Sul risultato di 3-0 a favore della formazione locale Elia Turrina, punta del Cavaion, finisce a terra dopo uno scontro con Damiano Tommasi. Per l’arbitro è rigore. Non per la punta lacustre che, in tutta onestà, comunica all’arbitro di aver subito un fallo inesistente. Morale: rigore non fischiato, apprezzamento generale di un gesto che difficilmente si vede sui campi di calcio.

«Quando Turrina ha conquistato il rigore», spiega il presidente del Cavaion, Giuseppe Polinari, «ha incrociato il mio sguardo, chiedendomi cosa era opportuno fare. Gli ho consigliato di dire la verità, ovvero che il danno non c’era e di conseguenze nemmeno il rigore. Tommasi era entrato in tackle in modo pulito, giusto non concedere il rigore».

Vero è anche che qualche malelingua potrebbe avere da ridire: ai più appare troppo... comodo, diciamo così, mostrare fair play sul 3-0. «Vero», conclude Polinari, «in altre situazioni non si può prevedere la reazione. Dico solo che d’istinto siamo stati mossi, sia io sia Turrina, dal voler comunicare all’arbitro la verità. Una presa di posizione che fa onore al nostro tesserato e che, ad ogni modo, dimostra come certi valori abbiano ancora un senso. Non a caso anche Tommasi ha apprezzato e, in una azione seguente dove poteva starci un rigore per il Sant’Anna, lui stesso ha detto all’arbitro che non c’erano nemmeno lì gli estremi».

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