Zaccagni, l’oro di Verona
Setti respinge le sirene

Simone Antolini 09.06.2019

Mattia è l’oro di Verona. Meglio, la pepita gigante dell’Hellas di Maurizio Setti. Quattro milioni la stima del suo valore dopo la promozione in serie A. Un ritorno anche per Mattia Zaccagni. Il futuro? «Ha un contratto con noi, parte con noi, crediamo nel ragazzo. Poi, da qui a settembre non so cosa potrà accadere» ha detto di lui Maurizio Setti. «Il nostro modello è chiaro. Dai giovani non possiamo prescindere. Li prendiamo, li cresciamo, li valorizziamo». E al momento giusto arriva la cessione. Gli esempi più recenti? Fares e Valoti. Zaccagni è in perfetto allineamento per finire in rampa di lancio. Protagonista, a modo suo, nell’ultima promozione del Verona firmata da Alfredo Aglietti.

 

Per lui 31 presenze, play off compresi, e quattro reti. La più significativa è arrivata nella finale di ritorno contro il Cittadella. Zac ha dato il via alla remuntada gialloblù. L’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto. Non a caso però. Ottimo incursore, lucido interditore, Mattia rispetto alla prima serie A vissuta con il Verona ha acquisito nuove certezze. Il 15 giugno soffierà su 24 candeline. Restasse Aglietti potrebbe essere uno dei pezzi interessanti della mediana da A dell’Hellas. Certo, con nuova concorrenza tutto attorno e con avversari di caratura decisamente superiore rispetto al torneo cadetto. «Ma qui ho realizzato un sogno» ha detto Mattia. «E con il Verona vorrei continuare a vivere la mia magia come col Cittadella. Anche per la prossima stagione». Dunque, vediamo come stanno le cose. Zaccagni ha contratto garantito fino al 30 giugno 2020. Buona notizia soprattutto per la società che potrà valutare la posizione del centrocampista senza particolari ansie. Zac nel triennio, tra A e cadetti, ha collezionato 66 presenze totali. In crescita, questo è poco ma sicuro. Piede educato, buone letture di campo, il dinamismo non gli manca. Vanno capiti i margini. E per farlo arriva il contesto ideale e gli esami più duri. Il mercato non è ancora partito. Il riconfermato Tony D’Amico ha telefono vigile ma non ancora rovente.

 

Alla porta del direttore nessuno ha bussato con decisione. Siamo alle avances, semmai, e ai primi corteggiamenti. Indiscrezioni dell’ultima ora parlano, però, dell’interesse di Spal e Sampdoria per il ragazzo. Con il club ferrarese si è creato da tempo una sorta di canale preferenziale. La Samp, invece, sul piatto della bilancia può mettere dobloni ma anche contropartite tecniche. Una cessione, in questo momento, può essere contemplata solo a titolo definitivo con buon incasso per il Verona. Oppure, come segna il passato, il club potrebbe realizzare un prestito con obbligo di riscatto finale. Ma il primo pensiero pare essere quello di valorizzare il ragazzo, regalargli una vetrina perfetta con il ritorno in serie A del Verona, cercando di dare ancora più peso al cartellino di Zaccagni. Mandorlini è stato il primo a mandarlo sotto i riflettori.

 

I prestiti di Venezia e Cittadella soni serviti per cambiare aria, alzare il senso di urgenza e ritornare a Verona con fame e rabbia. Il campo, nonostante gli ostacoli e gli acciacchi non siano mancati, ha detto che Zaccagni è pronto per una grande sfida. Con tutte le sue difficoltà, con tutti i suoi imprevisti. E la nuova stagione molto potrà dire sulla reale maturazione del ragazzo di Cesena. Aglietti gli ha consegnato le giuste responsabilità, le giuste libertà, lasciando libero arbitro nell’attaccare lo spazio. Lo splendido gol messo a segno contro il Cittadella al Bentegodi lo ha visto perfetto terminale di un’azione pensata al flipper. Da altre parti lo chiamerebbero tiki taka. Ma questa è Verona. E Zac può dare un taglio al passato. La B come ricordo, la serie A come nuovo banco di prova. •

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