La vera essenza di Stepinski

01.11.2019

Nel ’91 fu Raducioiu alla decima gara a rompere il digiuno del nostro attacco, quest’anno come si sperava e ci si attendeva il “miracolo” non si è ripetuto ed ancora una volta un giocatore venuto da “dietro” (Lazovic) ha spaccato la partita a Parma. La nostra punta “centrale”, il giovane polacco Stepinski, è finito sotto esame (come si suol dire) della critica, ed il “giudizio-valutazione” su di lui è molto diviso. Per alcuni compie un lavoro “sporco” tatticamente importante (ha per una punta un’ottima media di chilometraggio a gara: 9,786 chilometri ), copre e difende palla, consentendo ai compagni di salire e prendere campo, è ottimo “spondista” (testa-piede) per le seconde e le terze linee in percussione offensiva, è temibile nel gioco aereo, se servito sulla corsa (ove può “staccare”) con palloni spicci e battenti dalle tre quarti laterali e dal fondo linea largo (in questo atteggiamento non siamo ancora riusciti ad innescarlo al meglio). Per altri invece non è il “bomber” che ci si attendeva: ma Stepinski è questo, prendere o lasciare: non è un agile rapido sotto misura, ma veloce sul medio lungo (non vale sotto misura Di Carmine e Pazzini sulle “palle sporche” e sulle “seconde” palle, non vale Salcedo nell’uno-contro-uno!) e non sarà mai un “uomo-gol” (difficilmente in A andrà in doppia cifra). Non va mandato sulle laterali se non in rare situazioni ma nelle ripartenze va tenuto nel settore centrale, per avere e dare un punto certo di riferimento e di appoggio tattico per le seconde linee in avvio di affondo verticale e per le terze linee (Lazovic e Faraoni) in proiezione offensiva-avvolgente. Sarà compito di Juric farlo crescere esaltandone le caratteristiche fisiche e tattiche. Diamo tempo al tempo!