«Juric ha il pass per l’Europa E Pazzini cerchi la... felicità»

Martino Melis e Fabrizio Cammarata in maglia HellasMarash KumbullaGiampaolo PazziniIvan Juric, il suo Verona è a 4 punti dalla zona Europa FOTOEXPRESS
Martino Melis e Fabrizio Cammarata in maglia HellasMarash KumbullaGiampaolo PazziniIvan Juric, il suo Verona è a 4 punti dalla zona Europa FOTOEXPRESS
Simone Antolini19.06.2020

Siamo tutti Pazzini. Oggi soprattutto che il mondo sta ritrovando il suo respiro. Siamo tutti Pazzini. Anche Fabrizio Cammarata, perfetto interprete di un Verona-Cagliari che domani segnerà il “ritorno alla vita” dell’Hellas. Il recupero con i sardi è la partita del passato per l’ex punta siciliana. Verona e Sardegna sono le due isole che hanno accompagnato il riccioluto attaccante nella sua storia di bomber itinerante. Ma poi, Fabrizio: siamo tutti Pazzini. Perchè? «Perchè Giampaolo è favoloso. Gli ho parlato quest’estate. Inutile che mi esprima sulle doti del giocatore. Pazzini mi ha trasmesso una grande carica. Quella che dovremo avere sempre tutti. Soprattutto adesso che si riparte». Il Pazzo va a scadenza a breve… «Il Pazzo segua la sua felicità. Credo che per lui, la fatica, sia gioia. Credo che non abbia ancora deciso di smettere. Credo che sarà lui a dire “stop” prima che siano gli altri ad imporglielo. Il campo è adrenalina. E la vita è fatta di scosse vitali». Riparte la serie A. Il giovane Cammarata quale destinazione sceglierebbe? «La stessa che ho scelto quando avevo 19 anni: il Verona. Mi ha cambiato la vita. Me l’ha segnata in maniera positiva». Perché? «Certi viaggi ti restano dentro per la vita. L’Hellas mi è rimasta addosso. Mai la toglierò. E mi ha accompagnato anche quando ero lontano. Il club, il momento, la gente, i tifosi. Vorrei, un giorno, poter tornare a lavorare per il Verona». Sogna più lei o l’Hellas di Juric? «Il Verona non sogna, Juric è concreto». L’Europa resta un sogno però… «Juric ha in tasca il pass per l’Europa. Certo, non è scontato arrivarci. E non mancheranno le difficoltà. Ma il Verona visto nella prima parte della stagione ha sempre dimostrato la capacità di saper sorprendere». Il Covid-19 ha azzerato tutto «Ma se dovessi scommettere su una sorpresa...estiva, punterei ancora sull’Hellas. Si è vista. Ma non del tutto. Non credo, infatti, che il calcio di Juric finisca qui. C’è di più. Poi, conterà di sicuro l’impatto fisico. Arriva la maratona. Sarà impegnativo e sfiancante per tutti». Il Cagliari spavaldo e affascinante di inizio stagione che fine ha fatto? «Non credo si sia perso. E l’arrivo di Zenga può segnare una svolta». Per quale motivo? «Motivazioni, penso tante. E carisma. Walter ne ha da vendere. Ritrova la serie A da allenatore, avrà tante cose da dire. Mi pare stia cambiando in corsa. Vorrà lasciare il segno. Si tratta pur sempre di un debutto». In chi si rispecchiano i sardi? “Joao Pedro. Libertà, forza, talento. Scelgo lui anche se contro il Verona non ci sarà per squalifica». E l’Hellas? «Parlano tutti di Kumbulla. Facile pensare a lui. Certo, merita la ribalta». Pare sia già dell’Inter… «Il ragazzo in campo ha dimostrato di non avere paura di nulla. Si è imposto con grande personalità. Non è da tutti. Lo metteranno continuamente alla prova». Cosa non si è capito ancora di Juric? «Lui dice: salvezza. E fa bene. Ma a forza di dirlo, il Verona è arrivato alle soglie dell’Europa». Tradotto? «Sa molto bene quello che vuole. Ma non necessariamente vuole sia capito da tutti». Il calcio dopo il lockdown che cosa è destinato a portare? «Partite meno scontate. Non conta essere campioni o onesti calciatori: conta non esaurire l’energia mentale». Sul ring: tra Juric e Zenga, chi attacca per primo? «Io direi: prima si alza la guardia, poi si affonda». L’Hellas cos’è? «Una squadra». Ok, questo si sa «Una squadra di trenta persone. Non di undici. Vanno in campo tutti. E chi non lo capisce, si è perso tutto».