Illusione Verona Scappa con Verre Ma l’Inter sfonda

Gianluca Tavellin 10.11.2019

Gianluca Tavellin MILANO Finisce con Conte che si abbraccia con Oriali e Silvestri in ginocchio. Un ko che lascia l’amaro in bocca al Verona che a lungo è rimasta in vantaggio a San Siro sull'Inter. Poi l'uno-due dei nerazzurri che ha decretato il ko. Ma si è partiti da lontano. Juric alla vigilia regola il tiro su Thuram e racconta come non esista un problema con Di Carmine, ancora non convocato. Cambi accademici quelli del profeta croato del Verona. Gunter torna in mezzo al posto di Kumbulla e Pessina, come annunciato, gioca nel mezzo al posto di Veloso. Nell'Inter manca Sensi, il solista che piace a Conte. PERSONALITÀ. Pronti via, e sembra che il Verona possa fare a meno di Veloso e Gunter. In mezzo Pessina è sveglio e dietro il tedesco di origine turca fa squadra con Rrahmani e Empereur. L'Inter sonnecchia, stanca e un po’ delusa dalla rimonta subita in Champions. Il Verona mette subito in mostra Zaccagni, al quale le luci di San Siro fanno bene, ed è lui il grande tessitore fra difesa e attacco. Si accentra, subisce falli e soprattutto con Verre e Lazovic combina un'azione fantastica al minuto numero diciotto quando uno scambio in velocità consente al giovane bagnino di Bellaria di infrangersi contro lo scoglio di Handanovic. Per Valeri è rigore. Dal dischetto va Verre che non si fa impressionare dalla fama para rigori del portiere sloveno e realizza la rete del vantaggio. Gialloblù che vengono premiati per il loro atteggiamento spavaldo. L'asse è quello di sinistra che mette in difficoltà l'Inter di Conte. Juric si sbraccia ma ha poche cose da suggerire ai suoi. Ogni palla che sembra essere morta è preda di Zaccagni e compagni. Il Verona termina in vantaggio il primo tempo ed è già un grande risultato. RABBIA NERAZZURRA. Nella ripresa Lukaku e compagni rientrano sul terreno di gioco con le bave alla bocca. I nerazzurri attaccano a testa bassa e l'Hellas è costretto a difendersi davanti a Silvestri. Un muro gialloblù in area di rigore e quando non ci arrivano i difensori ci pensa il portierone gialloblù, stratosferico su Bastoni che aveva cercato l'incrocio dei pali. Zaccagni è esausto. Entra Henderson ma non è la stessa cosa. Conte pesca dalla panchina Candreva che a suo volta pescherà largo a destra Lazaro. Pronto il cross dell'esterno per la rete di Vecino di testa. Da lì in poi cambierà la partita. Juric attenderà troppo a sostituire Salcedo, ormai sfinito. Due ripartenze sbagliate e Barella con una prodezza farà esplodere San Siro mettendo la palla all’incrocio dei pali. Cala il sipario con un Verona coraggioso che avrà una mezza occasione con Stepinski entrato nel finale. La sosta arriva a puntino per l'Hellas che ora avrà il doppio turno in casa con Fiorentina e Roma. La corsa salvezza è ancora lunga. •