Il bello e il brutto del Verona Juric? Tecnico coraggioso

Il giovane attaccante Salcedo impegnato a San Siro con l’InterJuric indica qualcosa al suo vice Pardo FOTOSERVIZIOEXPRESSLa bella giocata di Zaccagni che ha costretto Handanovic al fallo da rigore
Il giovane attaccante Salcedo impegnato a San Siro con l’InterJuric indica qualcosa al suo vice Pardo FOTOSERVIZIOEXPRESSLa bella giocata di Zaccagni che ha costretto Handanovic al fallo da rigore
Gianluca Tavellin 12.11.2019

Catenaccio o resilienza? Splendida macchina di muscoli o utilitaria a corto di benzina? Il Verona - questo dice la classifica - ha punti, coraggio, idee, corsa ed organizzazione. La notte di San Siro ha regalato, però, una lunga illusione. E i sospiri finali. I ragazzi di Juric non hanno assolutamente deluso, sia inteso. Ma si poteva fare addirittura di più? Si è difeso troppo basso? L’attacco “azzerato“ non è dipeso troppo dal ragazzino Salcedo? Non sono - sia inteso - pensieri ingenerosi. L’Hellas è bella e monella. Diverte, gioca senza paura. E oggi vive una posizione di classifica straordinaria. Mah...cosa ne pensano gli altri? A San Siro era schierata in tribuna la stampa nazionale e internazionale. Mano alle penne. «Il Verona ha confermato tutte le buone indicazioni di inizio stagione» scrive l’inviato del Corriere dello Sport-Stadio, Andrea Ramazzotti. «Se l’è giocata per un tempo, il primo, chiuso in vantaggio, mentre nella ripresa ha smesso di ripartire e a quel punto, resistere alla pressione dei padroni di casa è diventato impossibile». Riflessione sul tecnico gialloblù: «Juric si è difeso quasi sempre con la linea a cinque, abbassandosi fino al limite della propria area, ma non ha rinunciato a ripartire. I contropiede gialloblù non sono mai stati di semplice alleggerimento, ma vere e proprie folate che portavano quattro o cinque elementi a “puntare“ la porta». E ancora: «...il Verona riusciva a allentare la pressione grazie a un tridente rapido che non dava punti di riferimento». Sui singoli, a partire proprio dal tecnico: «A San Siro se la gioca bene nel primo tempo. Malino della ripresa». Amrabat: «Gli spazi da chiudere sono molto ampi quando gli esterni si abbassano. Ma non ha paura». E il giovane “interista“ Salcedo? «Si butta negli spazi e riparte con rapidità. Prima benino, poi sparisce». E magari Juric doveva toglierlo prima. Tra le righe, l’inviato della Gazzetta dello Sport, Sebastiano Vernazza parla di «Verona vintage, aggrappato ad un catenaccione anni Sessanta». E punta sulla chiave tattica proposta da Juric. «Verre falso centravanti, e falso trequartista ma vero tuttocampista, ha seguito Brozovic ovunque, lo ha marcato a uomo fino al limite dell’area». Così la bacchetta del comanda è passata dietro, a De Vrij. Assonanze di campo: «Il Verona, come l’Atalanta di Gasperini è fondato sui duelli individuali, uno contro uno continui, e non è casuale, perchè Juric è stato giocatore di Gasp,e suo assistente nella fulminea esperienza interista. Il Verona si è rinchiuso davanti al portiere con una selva di uomini e contrattaccato alla vecchia maniera. Modernariato italiano». E sulla scelta di affidarsi a Salcedo...«L’Hellas si è presentato a San Siro con un’unica vera punta... Juric (a Salcedo) gli ha chiesto di largheggiare per attrarre Bastoni fuori dalla linea. Attacco liquido, sfuggente. indecifrabile: non concedere un riferimento centrale alla linea difensiva interista, rendere superflua la sua composizione a tre, destrutturarla». E su Juric «alza il muraglione, vive di ripartenze. Non lo critichiamo per questo. Cuascuno combatte le battaglie con i soldati e i mezzi che ha, però non poteva pensare di scamparla: a furia di picconarlo, ogni muro cede». «Segna e si chiude, la missione viene abbattuta solo dall’eurogol di Barella» annota Federico Masini, inviato per Tuttosport al Meazza. Il Muro è caduto. A Berlino come a Verona. L’Hellas riposa. Gode di buona salute. La pausa aiuterà Juric. Correggere o continuare cosi? •