Iachini, passato e presente «Hellas e Juric tosti per tutti»

Iachini ha appena scoccato il tiro che avrebbe potuto dare il gol della vittoria a Brema FOTOEXPRESS
Iachini ha appena scoccato il tiro che avrebbe potuto dare il gol della vittoria a Brema FOTOEXPRESS
Gianluca Tavellin 13.11.2019

«Ma vaffa.... a Rech e a tutti i tedeschi. Quel pallone stava entrando e il Verona, ne sono sicuro, avrebbe vinto la Coppa Uefa». Al cellulare, fermo in una piazzola di servizio dell’A2, c’è Beppe Iachini, l’Amrabat dell’ultimo «Grande Verona» targato Chiampan e Bagnoli. «Che grandi persone, due uomini veri», prosegue l’ex mediano dell’Hellas, uno dei tecnici più promossi dalla B e con un buon curriculum in serie A. «Scrivetelo pure che sono in attesa di un lavoro. Posto starci anch’io, oppure no?». Beh, come dare torto al vecchio leone della metacampo. «Il mio Verona non era secondo di molto a quello dello scudetto. Col Brema ce la fregarono in casa e là, l’arbitraggio fu discutibile. Quella Coppa Uefa equivaleva ad un Champions di oggi. Il Verona di Juric? Forte». TRE TENORI. Importante aver distolto dal libro dei ricordi Iachini, che per tenersi aggiornato è stato all’estero e non si perde neppure una partita. Dicono Empoli ma pure altri club per l’allenatore marchigiano. Beppe individua subito i tre tenori di mister Juric: «Non ho dubbi» racconta, «sono Rrahmani, Kumbulla e Amrabat. Perchè? Semplice adesso tutti dicono: “sì, si li conoscevamo“ e invece sono balle. Bravo è stato D’Amico, il diesse , ad andarseli a prendere. Oddio Kumbulla era già lì, ma gli altri due davvero tanto di cappello. Amrabat mi assomiglia? Si, un po’. Lui è più bello da vedere. Gli auguro di fare la mia carriera.». Beppe è uno spasso. In un questo calcio finto, con pochi personaggi veri, lui è schietto come il collega Juric. « Ivan sta facendo» racconta, «un grande lavoro, fidatevi. Io al Verona? Ci sono andato vicinoa giugno. Spero prima o poi di allenare l’Hellas. Sono come i tifosi gialloblù, più cerchi di tirarli giù e più loro riemergono più forti di prima. Guarda che vedo, leggo e seguo tutto». Meno male che Beppe è un amico, altrimenti ci morderebbe le caviglie come faceva con Roberto Baggio in allenamento con la sua Fiorentina. «Mai permesso di toccarlo. Lui uno dei più grandi di sempre. Mi dispiace per la Viola ma alla ripresa al Bentegodi sarà durissima. Il Verona ha idee chiare, una grande preparazione atletica e punti importanti». UN’ALTRA SERIE A. Iachini prende fiato e noi con lui. Il telefono bolle come quando il mister riprende a modo suo i calciatori in campo. «Sono cambiato, sapete» ci svela, «sono meno rigido di una volta. È mutato il calcio, è mutata la società. Una volta mal tolleravo i ragazzi che venivano al campo con le cuffie in testa. Ora la musica serve per concentrarsi. Una cosa non è cambiata: il calcio resta semplice come ci insegnava Bagnoli. Il mister mi ha trasmesso l’ equilibrio. Una volta mi disse: “Beppe se avessi la certezza di vincere sempre, giocherei con tre punte ed invece l’importante è avere una squadra equilibrata». Juric ripercorre questo equilibrio in campo con l’Hellas? «Certo e molto bene. Hanno 15 punti in 12 giornate sono perfetti per il loro obiettivo, anche se devono stare attenti» spiega Iachini, «gli anni scorsi c’erano già una o due squadre attardate in classifica, mentre finora non vedo formazioni già andate. Sarà bellissima la lotta per non retrocedere, è una graduatoria molto viva. Genoa e Sampdoria non possono stare tranquille perchè Verona e Lecce fanno sul serio e pure il Brescia se dovesse vincere il recupero col Sassuolo, torna in corsa. È davvero un bel torneo. Bastano due incontri fatti male che ti ritrovi in zona calda. E poi ci sono Atalanta e Cagliari che non sono più sorprese». Iachini morde il freno ha voglia di campo. «Quando si subentra non è mai facile» ricorda l’ex mediano dell’Hellas, «prendete il mio amico al Milan, Pioli. Ha sistemato tutto o quasi ma è stato sfortunato perchè quando sei in difficoltà perdi dei punti già presi». Infine Iachini lancia Faraoni in zona gol. «So che il Verona segna poco ma presto migliorerà, ne sono convinto. E poi c’è Faraoni che qualche gol ve lo farà, ne sono sicuro. Lo conosco bene era con me a Udine». • © RIPRODUZIONE RISERVATA