San Siro, il Chievo
cerca luce, ma
l’Inter va di fretta

Francesco Arioli 13.05.2019

A San Siro con coraggio e umiltà, consapevoli delle criticità - tarate sul livello massimo - ma ancora un volta decisi a dimostrare che si può dare un senso alla fase calante del campionato anche al culmine di una stagione balorda come questa. Il Chievo, nel posticipo della trentaseiesima di A, va a stuzzicare un top team come l’Inter di Spalletti, che ancora coltiva legittime ambizioni Champions ma non è più così certa di finire tra le prime quattro dopo le recenti, reiterate frenate.

 

E le vittorie infilate dalla concorrenza. I nerazzurri quindi proiettati all’assalto, concentrati su una vittoria che proprio non possono permettersi di farsi sfuggire; i gialloblù sostenuti dall’amor proprio, dalla solidità degli anziani e dall’energia dei giovani. Determinati a loro volta a dimostrare che i valori sono diversi da quelli che attesta la classifica e che quello alla Scala del calcio è soltanto un arrivederci, anche se nel mezzo dovrà trascorrere almeno un anno. Mimmo Di Carlo lo sperimentatore, del resto, ha già in mente le opportune correzioni dopo il pesante uppercut servito al Bentegodi dalla Spal, otto giorni fa. Allora la sperimentazione assomigliava più a un azzardo. Ma c’erano parecchi fattori contrari a condizionare le scelte ovvero le assenze distribuite tra i reparti dovute a infortuni e squalifiche, che questa sera dovrebbero radicalmente ridursi.

 

AL RIENTRO. Quindi riecco Bani e Barba dietro, probabilmente assieme a Tomovic. E riecco Leris ad agitarsi tra le linee, lungo la corsia destra. Ed ecco ancora Sergio Pellissier, il centravanti-monumento, ormai a un passo dalla pensione, atteso ad un impiego d titolare o, alla peggio, al part time. Facile immaginarsi che la Milano nerazzurra, al suo ingresso piuttosto che alla sua uscita dal campo, ci tenga a tributargli il meritato applauso alla carriera. Facendo finta di dimenticare che l’ultimo sgarbo a Verona, all’Inter, lo procurò proprio lui, a tempo quasi scaduto, firmando una delle gemme del suo campionato. E tenendo viva una speranza poi esauritasi con l’andare dei mesi. «Sì, con la Spal avevamo avuto questa defezioni - da Tomovic a Pellissier a Bani agli squalificati - ma a Milano rientrano tutti. Stanno tutti meglio», la rassicurazione di Di Carlo. «Avremo uno spessore diverso, una solidità diversa. Poi è chiaro che scenderemo in campo comunque per fare il meglio».

 

GLI INGREDIENTI. L’intento è quello di ripetere, per atteggiamento, intensità, ritmo, rigore tattico, le prestazioni offerte recentemente contro Atalanta e Lazio, per dire. Ma anche il girone d’andata - da Napoli alle stesse Lazio e Inter - aveva testimoniato la capacità dei gialloblù di reggere l’urto con avversarie più attrezzate e blasonate: «È chiaro che l’Inter è più forte del Chievo», conferma Mimmo. «Ma ricordo che il Chievo con le grandi si è sempre esaltato. Se poi l’Inter sarà più grande vincerà ma sappia che noi faremo di tutto per portare a casa punti». E per centrare l’ennesima missione impossibile in campo, assieme alla mediana a oggi più testata - Leris, Rigoni ed Hetemaj, Dioussè è squalificato - gran parte delle responsabilità verso l’area di Handanovic verrà nuovamente affidata ad Emanuel Vignato, chiamato a lasciare qualche segno del suo talento anche in un contesto così impegnativo come quello del Meazza. Davanti a lui facile che Di Carlo ricorra ancora alla profondità e allo spirito battagliero che possono garantire Meggiorini, il cui partner potrebbe essere Stepinski o Pellissier. La sensazione è che molto dipenderà dalla condizione fisica e dal minutaggio del capitano. Assai meno probabile che il tecnico rilanci dall’inizio Grubac. «Deciderò all’ultimo momento», la riflessione del tecnico su Pelobomber, «se farlo partire dall’inizio o se farlo subentrare a partita in corso».

 

NIENTE ERRORI. L’affidamento nel gruppo in ogni caso è massimo: «Dignità e orgoglio li abbiamo sempre salvaguardati, a parte l’ultima con la Spal», fa l’allenatore. «Ma lì eravamo molto in emergenza e abbiamo fatto errori che ci hanno fatto un po’ arrabbiare. E la cosa non deve ripetersi. Servirà qualcosa in più ma, ripeto, rientreranno giocatori importanti e avremo modo di riscattarci. Non possiamo permetterci di fare regali a nessuno, nelle ultime settimane abbiamo mostrato una nuova faccia del Chievo e non ci vogliamo ancora fermare». •

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