«La gara che volevo Saper accontentarsi a volte è cosa saggia»

Michele Marcolini dirige al San Vito
Michele Marcolini dirige al San Vito
Alessandro De Pietro 27.10.2019

Alessandro De Pietro COSENZA Non ringhia più il San Vito Marulla. Meggiorini si presta per un paio di selfie, i cancelli dello stadio sono quasi tutti chiusi quando Michele Marcolini riordina i pensieri. Il pullman del Chievo aspetta solo lui. «Mi aspettavo una partita così, abbiamo iniziato forte trovando il gol e gestendo la palla senza fretta e bene. Sapevamo che a qual punto Kanoute si sarebbe alzato su Obi e si sarebbero così aperti degli spazi. Poi invece abbiamo patito un po’ la loro veemenza, pur senza subire grossi pericoli al di là del gol che certo non ci ha aiutato nel continuare ad essere autoritari come nei primi minuti», la prima lettura di Marcolini, mentre a due passi anche l’amico Davide Mandelli seppur in silenzio rilegge novanta minuti spigolosi come era logico prevedere. «Il secondo tempo è stato molto equilibrato, c’era d’altronde da parte di entrambi timore nel lasciare dei varchi. E loro potevano far male ai lati con Baez e Carretta. In più bastava un contropiede perché il pubblico si esaltasse, invece per lunghi tratti abbiamo fatto quel che dovevamo pur in un contesto non semplice», continua Marcolini, con un’inevitabile punta di rammarico, comunque alleggerita dall’ottavo risultato utile di fila e da un punto pesantuccio davanti a chi, a casa sua, ha sempre concesso molto poco e venduto carissima la pelle. Il cruccio è nel non essere stati fino in fondo il Chievo che Marcolini conoscere bene. Quello con idee sempre chiare e ritmo sempre alto. «Dalla metà campo in avanti in effetti siamo stati spesso sporchi, senza riuscire a generare quelle trame che di solito riusciamo a trovare. È anche vero che pensare di concludere verso la porta sempre per sette, otto, dieci volte in porta come in questo inizio di stagione è praticamente impossibile. In certe gare bisogna essere anche bravi ad accontentarsi», l’equilibrio solito di Marcolini, a lasciar intendere chiaro e tondo che un pari al San Vito non si butta mai via. «Teniamo conto che siamo anche mediamente giovani, che abbiamo raccolto un risultato positivo, che il cammino è ancora lungo. Cotali? Ha fatto un buon salto di qualità, si nota dagli allenamenti. Lui è più difensore di Brivio, a sinistra mi serviva uno con la stessa frequenza di passo di Carretta che in effetti abbiamo limitato bene finché non ha punto quasi più», il pollice alto di Marcolini verso il suo ultimo tassello lanciato in B. Un chiodo solo nei mille chilometri del viaggio di ritorno, a studiare il Crotone che adesso guarda tutti dall’alto. «La classifica parla chiaro», chiude Marcolini, «sono loro quelli in testa. Finora i più bravi del campionato, come dice la classifica». •