Il Chievo si piega ma non si spezza È pari a Crotone

Damir Céter osserva la palla che finisce in porta FOTOEXPRESSFrancesco Renzetti palla al piede. Pure per lui è stata partita di grande sostanza
Damir Céter osserva la palla che finisce in porta FOTOEXPRESSFrancesco Renzetti palla al piede. Pure per lui è stata partita di grande sostanza
Francesco Arioli21.06.2020

CROTONE Il Chievo è vivo, il Chievo corre e combatte, il Chievo non si arrende. E guadagna un punto strameritato nel temuto Scida di Crotone, teatro della ripartenza del suo campionato. Punto strameritato e punto pesante, visto che permette di aumentare il vantaggio sulla nona posizione (occupata dall’Empoli) e di consolidare quindi la presenza dei gialloblù - più autorevole che mai - in zona playoff. Aglietti l’aveva anticipato, l’altro ieri, che la squadra non avrebbe tradito l’appuntamento con la prestazione. Non erano dichiarazioni di circostanza, non erano avvisi a vuoto: settantatrè giorni dopo il successo sul Cosenza, passando per la pausa da lockdown e la faticosa ripresa del lavoro sui campi di Veronello, quelli della Diga ieri si sono sì piegati al vantaggio dei padroni di casa, maturato quasi all’improvviso a metà del primo tempo, ma non si sono spezzati. Riprendendo invece con ordine e caparbietà il filo di un discorso piuttosto complesso, trovando le inevitabili difficoltà contro la seconda forza del campionato - non esattamente un dettaglio - e finendo col trovare il premio dell’1-1 quando i rivali si erano probabilmente convinti di averla sfangata. Per poter così inaugurare una sorta di fuga verso la Serie A. Eppure i segnali erano stati tutt’altro che favorevoli. Perché la squadra di «Aglio», già disturbata (ma non troppo, evidentemente) dal caos Pellissier e dai casi di spogliatoio di Cesar e Frey, e penalizzata dai mancati imbarchi di Meggiorini e Di Noia, perdono dopo appena otto minuti scarsi pure un altro leader - non solo tecnico - come Giaccherini. Tutto in salita sotto il sole di Crotone, col termometro che sfiora i 30 gradi e il nemico scattato dai blocchi con l’intenzione di far valere il proprio palleggio, poi ridimensionato dal confronto con quello ospite. È il Chievo che fa la partita, che assaggia la mira almeno un paio di volte con Djordjevic, che spinge pure con i terzini - in spolvero soprattutto Renzetti - e che peraltro finisce per farsi insaccare su un mezzo contropiede che trova la linea difensiva troppo schiacciata verso Semper. I calabresi sfiorano anche il bis dopo una topica di Rigione ma restano con la linea sempre molto bassa. In attesa. Paziente ma sterile. Nella ripresa ci sarebbero un paio di capocciate di Cuomo, impreciso da distanza minima, ma ci sarebbe anche e soprattutto il pressing, generoso e insistito di Obi e compagni, regolarmente rimbalzati poi al limite dell’area avversaria. Ceter, volitivo ma confuso, avrebbe una prima palla dell’1-1 al 25’. Sprecata. Meglio a due minuti dalla fine, sul cross profondissimo di Renzetti che il colombiano è bravo a sbattere in porta con la testa. Giusto così. E la corsa può ricominciare. •