«Gioie, vittorie, amicizie Chievo, ti devo tanto»

Paolo Nicolato, a destra, assieme a Tommasi e a Giaccherini
Paolo Nicolato, a destra, assieme a Tommasi e a Giaccherini
FR. AR. 05.11.2019

«La parola Chievo? Mi viene in mente la società che mi ha fatto crescere, la società nella quale sono rimasto per quindici anni e nella quale ho amici che conserverò per tutta la vita. Società dalla quale ho avuto tantissime soddisfazioni sia tecniche che umane»: Paolo Nicolato, vicentino di nascita, veronese di adozione, altro personaggio di spicco del Galà del calcio triveneto, scava volentieri nella memoria. E sottolinea che «parlare di Chievo è come parlare di un pezzo della mia vita» anche oggi che la Figc l’ha sistemato alla guida dell’Under 21 azzurra. Pensieri affettuosi, comunque. Orgoglio e gratitudine: «Quello che ho lasciato io al Chievo non lo so. So», prosegue, «che ho cercato di fare sempre del mio meglio, che ho avuto la fortuna di avere anche risultati importanti a livello giovanile e la fortuna di collaborare con la prima squadra. Ma quello che mi interessa di più», insiste, «è quello che il Chievo ha lasciato a me ovvero un percorso di crescita fondamentale: se sono quello che sono oggi molto lo devo al Chievo». Quanto a Luca Campedelli, «ogni tanto mi capita di incrociarlo allo stadio, frequento ancora molto lo stadio. Lo vedo abbastanza spesso». Inevitabile invitarlo a una proiezione sull’annata in corso: «Non so dove arriverà il Chievo di quest’anno, non è facile dirlo. Di sicuro ha dimostrato una crescita abbastanza costante dopo un inizio complicato, anche difficile in conseguenza di un certo tipo di percorso di mercato. Ma mi pare che sia stata trovata una certa quadratura. Direi che soprattutto il reparto offensivo per la Serie B è importante». E poi «la squadra poi ha trovato pure una certa continuità di risultati e di prestazioni: insomma, mi sembra di poter essere fiducioso» Il discorso si sposta poi sui veronesi... azzurrabili. E Nicolato conferma che i riflettori degli osservatori federali sono rimasti puntati su almeno due, tre nomi di giocatori in forza a Chievo ed Hellas: «Teniamo le attenzioni puntate prima di tutto sui ragazzi che hanno fatto il loro percorso anche nell’Under 18 e nell’Under 20. Quindi per il Chievo Esposito come Vignato, uno che ormai è in pianta stabile nelle nostre nazionali. Ma non solo loro. E per il Verona Danzi ma non soltanto lui. Stiamo sempre molto attenti a quello che si muove in giro». Quindi un cenno più generale sul lavoro svolto in ambito azzurro: «Nell’Under 21 mi trovo bene, molto. Chiaramente dobbiamo lavorare per costruire una squadra nuova. Ci vuole un po’ di tempo ma il grosso del gruppo è quello che mi sono portato dietro da sempre. Quindi direi che partiamo da una base buona, l’idea naturalmente è quella di mantenerci competitivi al massimo». Amor proprio ovviamente sulla tacca più alta: «Mi sento responsabilizzato dal fatto di vestire questi colori: bisogna fare il possibile per cercare di portare il nome del nostro Paese in alto. A dir la verità mi ci sentivo responsabile anche quando guidavo le altre under. E quella di oggi resta una grande responsabilità ma anche una grande soddisfazione». Le ultime battute sul... caos Balotelli: «Non ero allo stadio, non so se cori e ululati ci siano o non ci siano stati. Ci saranno gli organi competenti ad occuparsi di questo. Io penso semplicemente che bisogna imparare tutti a comportarsi bene, sempre. Vale per i tifosi come per i calciatori come per noi allenatori. E bisogna individuare chi non lo fa. Per andare tutti allo stadio con più piacere». •