Esposito, la punizione è d’oro «Totti idolo, Viviani maestro»

Salvatore Esposito, primo gol in Serie B CHIEVO/BOLDRINI
Salvatore Esposito, primo gol in Serie B CHIEVO/BOLDRINI
Alessandro De Pietro 28.10.2019

Il poster di Totti in camera. Era ancora un bambino Salvatore Esposito. L’ispiratore ce l’aveva già allora, i maestri sarebbero arrivati dopo. «Prima Zanchetta quand’ero alle giovanili dell’Inter, poi Viviani alla Spal. Ho imparato da loro», perché la dolce arte di mettere le punizioni all’incrocio non è solo una questione di piede. Un metodico Esposito, perché il talento ci vuole ma per diventare bravi davvero certi tasti bisogna tenerli sempre premuti. Meticoloso lui. Ne sanno qualcosa a Veronello, soprattutto i custodi obbligati agli straordinari e a rimanere a bordocampo quasi fino all’imbrunire. Costretti a guardare il ragazzino calciare dal limite, spesso a giro proprio come a Cosenza. In quattro giorni la famiglia Esposito s’è regalata due perle: il debutto in Champions League di Sebastiano nell’Inter contro il Borussia Dortmund e il primo gol in Serie B del fratello maggiore che già agli ultimi Mondiali Under 20 aveva dimostrato di che pasta era fatto. «Il giorno più bello della nostra vita», il suo dolce pensiero dalle tribune di San Siro mercoledì, dopo aver filmato l’ingresso in campo di Sebastiano entrato al posto di Lukaku fra mille applausi. Predestinati. MOTO PERPETUO. Faccia sveglia, doti innate, tappe bruciate velocemente, un posto da titolare sicuro. Regista o mezzala, poco importa. Il ceppo è quello di papà Agostino, passato dal vivaio del Napoli prima di diventare allenatore. Tutti col calcio in testa, compreso il quattordicenne Francesco Pio adesso nelle giovanili dell’Inter come gli altri due. Quando tutta la famiglia si trasferì a Brescia dopo i primi promettentissimi calcio al quartiere Cicerone di Castellammare di Stabia. LA PALLA NEL SETTE. Dove Salvatore ha cominciato a infilare le prime palle nel sette. Dove era chiaro che quei ragazzi, come l’amico Gigio Donnarumma, avessero qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri. Qualità autentiche e voglia di arrivare. Tanta fame soprattutto, infischiandosene della carta d’identità. Non solo giocate di fino, Esposito è anche tipo duretto. Sempre in campo da un anno. Dalla Primavera della Spal al Ravenna, quindi due nazionali d’estate una dietro l’altra compresa l’Under 19, poi la preparazione col Chievo. Già 40 partite nel 2019, mica male per uno che ha compiuto 19 anni il 7 ottobre. «Non sono stanco, di energie ne ho ancora. Giocare fa solo bene, anche tre volte alla settimana. Qualche acciacco c’è, ma è normale amministrazione», le sue parole condite dal sorriso dello scugnizzo vero, da sabato però in diffida per la simulazione di Cosenza, quarto giallo dopo quelli con Perugia, Venezia e Livorno. FUTURO INCERTO. Gonfia il petto Esposito. «Sono molto contento per il primo gol col Chievo, peccato solo che non sia servito per vincere. Speravamo nei tre punti, ma quello di Cosenza è un campo difficile. Abbiamo fatto tutto quel che ci ha chiesto il mister, anche se su alcuni dettagli avremmo potuto far meglio. Purtroppo devi mettere in preventivo giornate in cui non ti riesce tutto», la gioia che si mescola con l’amarezza, proprio mentre alla porta bussa il Crotone. La Serie B l’ha ormai capita. «Studiavo le partite anche davanti alla televisione, qualcosa ho imparato. Per me sono tutte forti, con una classifica non veritiera perchéin fondo ci sono squadre come Trapani e Juve Stabia che giocano benissimo. Bisogna far fatica ovunque, nessuno ti regala niente». E poi, pensando all’ultimo match: «Contro il Cosenza potevamo evitare di prendere il pareggio su calcio piazzato, soprattutto per chi come noi ha giocatori di stazza, ma la prestazione è stata comunque molto buona. E ancora una volta in campo ci siamo andati per vincere», la certezza di Esposito, prestito fino a giugno con riscatto del Chievo praticamente certo e riscatto della Spal altrettanto molto probabile. Trattativa complessa, perché uno così tutti vorrebbero avercelo. Non solo per come calcia le punizioni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA