«Ragazzi, voltiamo pagina E torniamo tutti a sorridere»

Nikola Grbic parla alla squadra durante un time outAlberto Magalini e Sebastian Solè a muro contro Maurice Torres
Nikola Grbic parla alla squadra durante un time outAlberto Magalini e Sebastian Solè a muro contro Maurice Torres
Marzio Perbellini 05.03.2019

Ha lasciato tutti a bocca aperta: composto, misurato, persino indulgente. Dopo la terribile sconfitta di Padova ci si aspettava la sfuriata del secolo. Perché Stefano Magrini, il presidente Bluvolley, è fuoco e fiamme e quando la squadra perde si arrabbia di brutto. Se poi perde come ha perso contro la Kioene, allora ci si può aspettare l’inferno. Perché quella vista in campo non era Calzedonia, era il suo ologramma: inconsistente, spenta, assente. Presa a pallonate dall’inizio alla fine con i gialloblù da fare da punchball. Sarebbe venuta voglia di entrare in campo a dare la sveglia ai ragazzi al più tranquillo dei tifosi, figurarsi al presidente, che si incendia per molto meno. E invece, a fine gara, dopo che la squadra si era ritirata buia come la notte negli spogliatoi, Magrini si è presentato alla stampa incredibilmente tranquillo. «È stata la più brutta sconfitta della stagione», ha detto in modo pacato. «Non mi ha fatto piacere, ma non mi ha fatto nemmeno arrabbiare a tal punto da dire vado negli spogliatoi e faccio un massacro». Ecco, appunto. Il massacro, quello che tutti si sarebbero aspettati. «No», spiega, «non sarebbe servito a nulla. Resto calmo, ragiono, guardo le cose nella giusta prospettiva e capisco che dopo dieci risultati utili, a parte Milano, abbiamo una squadra importante. Manca solo, secondo me, da parte di tutti, soci, staff, giocatori, dal primo all’ultimo, un po’ di serenità. Ci manca la tranquillità per riappropriaci delle nostre sicurezze». E ha proseguito: «Dopo questa brutta sconfitta ci sto mettendo la faccia io perché è giusto ce la metta io. Sono io il primo responsabile di questa sconfitta perché sono il numero uno di questa società. Quindi è da me che si deve ripartire, sono io che devo ridare serenità a questa squadra». Ma la serenità perché si è persa? «Difficile da capire. E per chiarire subito: gli stipendi sono regolari, nello spogliatoio non ci sono problemi e i ragazzi hanno a disposizione una struttura di altissimo livello sotto tutti i punti di vista. Ma quando entrano in testa certi meccanismi o certe dinamiche si fatica a cogliere la ragione che le determina. Cosa ho detto nello spogliatoio? Quello che ho potuto fare è stato riportare le mie esperienze in azienda. Nel quotidiano si accumulano continuamente sconfitte, grandi e piccole, così è la vita. Ma mai mollare, da lì si parte per ritrovare successi e soddisfazioni. E si fa con la serenità, la consapevolezza, la determinazione e il sorriso. Qui a Padova siamo scesi in campo sconfitti in partenza. Si vedeva sul volto dei ragazzi. C’erano facce che erano il prologo della sconfitta». A questo punto la società cosa si aspetta per il finale di stagione? «Mi aspetto dei grandi play off», ha risposto sicuro. «Sono determinato perché questo avvenga e poiché io sono il primo responsabile di questa società e poiché mi sento responsabile di questa debacle, mi faccio carico di fare dei grandi play off. Perché sono convinto che lavorando assieme possiamo ritrovare il sorriso, la spensieratezza e la felicità di scendere in campo. Sono sicuro che faremo dei grandi play off». •

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