«Ragazzi, giochiamo sereni ! Riprendiamoci per i play off»

Calzedonia sul campo di Padova dove è stata sconfitta per 3-0 FOTOEXPRESS
Calzedonia sul campo di Padova dove è stata sconfitta per 3-0 FOTOEXPRESS
Marzio Perbellini 08.03.2019

Guardare avanti, voltare pagina, ripartire. In casa Bluvolley sono queste le parole d’ordine per riprendere il cammino e lasciarsi alle spalle le ultime due dolorose sconfitte. Basta! Bisogna metterci una pietra sopra, ritrovare serenità e chiudere in bellezza la stagione regolare e prepararsi in questo modo ai play off nel migliore dei modi. PENSARE POSITIVO. «È un momento difficile che nel corso di una stagione, di un torneo, o di un percorso può capitare», dice Nikola Grbic dall’alto della sua lunghissima esperienza. «Ne ho vissuti tanti di periodi così. Non capitano solo a Calzedonia, non succedono solo nella pallavolo, succedono nella vita in generale. La cosa più importante, in questo momento, quando sembra tutto nero», spiega, «è concentrarsi sulle cose che stiamo facendo bene. E ripartire da lì. Non dobbiamo focalizzarci su ogni singolo errore che facciamo, prima o poi usciremo fuori dal tunnel», assicura. GUARIGIONE LENTA. «È un processo lento, come quando si è malati: non è che prendendo la medicina si guarisce subito, serve tempo». E ci tiene a ricordare che «il momento della stagione è molto importante e dobbiamo affrontarla con la massima serenità possibile, essere convinti di poter giocare una grande pallavolo. Lo abbiamo dimostrato in campo». E ricorda: «Solo due settimane fa abbiamo battuto i campioni del mondo, i mezzi ce li abbiamo, ritroviamo un po' di convinzione. Mettiamo il focus su quello che dobbiamo fare e non su quello che non funziona». GLI ANTICORPI. Ma si è incrinato qualcosa dopo avere perso il primo set contro Milano? «Quello sembra il momento che ha innescato la crisi. Ma io non credo che siamo così deboli caratterialmente. In squadra abbiamo campioni che hanno vissuto tante volte situazioni del genere e hanno gli anticorpi per affrontarle. Non credo la crisi sia legata a un episodio solo», spiega, «perché si arriva a una situazione così complicata dopo una serie di situazioni che si ripetono. E questo ci è capitato con Milano ma poi anche durante la settimana negli allenamenti prima di Padova. Non ci venivano bene le cose e le nostre certezze sono venute meno». LA PRESSIONE. Ma attenzione, non è tutto da buttare. «A Padova, a tratti, abbiamo anche fatto alcune belle cose. Ma ci è mancata la continuità. Padova, dal canto suo, come pure Milano, ha fatto un'ottima gara. E come ampiamente dimostrato, il campionato italiano è molto difficile e le squadre che faranno i play off hanno la possibilità di mettere in grande difficoltà tutti. Noi», dice, «dobbiamo essere bravi a reggere la pressione. Come difendono gli avversari con muro uno, o recuperando delle palle quasi impossibili, dobbiamo capire che lo possiamo fare pure noi. I mezzi li abbiamo, dobbiamo solo ritrovare la serenità», ripete. CONTA GIOCARE BENE. Cambia qualcosa chiudere sesti, settimi o ottavi? «Secondo me», risponde, «nel campionato italiano di adesso, giocare contro Perugia, la Lube o Trento, non cambia assolutamente nulla. Ogni squadra ha una caratteristica propria, con punti di forza e punti deboli specifici. Dipende da noi, da come giochiamo noi. Nella mia esperienza sia da giocatore sia da allenatore», prosegue, «conta molto di più arrivare in forma a quegli appuntamenti piuttosto che spaccarsi di lavoro per arrivare quarti in classifica tralasciando magari la preparazione per il post season, che è quello che veramente conta. Queste ultime partite», conclude il coach, «ci serviranno per trovare serenità e il gioco che abbiamo avuto fino a qualche tempo fa. Per affrontare i play off con la massima leggerezza». •