Quinto posto addio Calzedonia si sgretola E Milano spicca il volo

Matey Kaziyski cerca di beffare il muro di Milano SERVIZIO FOTOEXPRESS
Matey Kaziyski cerca di beffare il muro di Milano SERVIZIO FOTOEXPRESS
Marzio Perbellini 25.02.2019

Calzedonia torna sulla terra, si schianta contro Milano e può praticamente dire addio al quinto posto. Dopo la vittoria stratosferica su Trento, solo sei giorni fa, si inabissa con la Revivre di Andrea Giani, che si impone con un netto 3-0 al Forum grazie a una grande prova, oltre che di Abdel Aziz e Sbertoli, anche degli ex Pesaresi e Maar. Milano vola a +8 sui gialloblù e anche se deve ancora affrontare Trento, Lube e Perugia, ha praticamente blindato la sua posizione i graduatoria. Verona, invece, rimane al palo e ora dovrà stare molto attenta a non incartarsi un’altra volta, a partire da domenica prossima a Podova che insegue a sole 5 lunghezze. Contro Milano doveva essere lo scontro diretto della svolta per accorciare le distanze, e invece è stata una Caporetto. Dopo avere buttato alle ortiche il primo set, dove era avanti 19-13, si è frantumata. È crollata psicologicamente. Ha subito gli avversari in tutti i fondamentali, soprattutto al servizio. Non è riuscita ad alzare il muro, non è stata capace di mettere giù palla con regolarità, anche perché la squadra di Giani ha difeso tutto, con i suoi giocatori più di una volta corsi a recuperare palla fin fuori dal campo. Per i gialloblù non hanno brillato le stelle: Kaziyski si è illuminato al servizio solo nel primo set, poi è sparito. Mentre Boyer, dai nove metri, ha inanellato errori su errori e in attacco non ha fatto la differenza. Troppo poco per impensierire la Revivre, al palazzetto con il coltello tra i denti e determinata a cogliere la nona vittoria di fila. Quella che la proietta ai piani alti della classifica. Mentre Calzedonia, che dopo l’impresa contro Trento pareva destinata a spiccare il volo dopo cinque successi consecutivi, adesso deve guardarsi dentro e capire perché (come nel match di coppa Italia a Trento) quando c’è uno snondo fondamentale della stagione, invece di esaltarsi, si sgretola. Ora, però, dovrà trovare in fretta le energie per affrontare la trasferta di domenica a Padova. Un match pieno di insidie e che non può fallire. LA PARTITA. Il primo set è una giostra di emozioni che termina con una doccia gelata per Calzedonia. Milano, avanti 6-9, prova a prendere il largo ma il turno al servizio di Kaziyski piega la ricezione della Revivre e lancia Verona sul 16-11. E poi, grazie anche a Birarelli, sul 19-13. Discorso chiuso? Manco per idea: Hirsch al servizio fa 3 ace di fila e riapre il set. Si lotta punto a punto, Verona non chiude il primo set point sul 24-23. Milano, approfittando di una brutta ricezione di Manavi su float di Piano, prima pareggia e poi passa con Kozamernik che mura Boyer. 24-26 ed è una gran brutta botta. E infatti Calzedonia nel secondo set non rientra in campo. Non con la testa almeno. Kozamernik apre le danze subito con 2 ace e da lì in poi Milano dilaga: al servizio (3 ace a 0), in attacco (48% contro il 27%), a muro (2-1) e in ricezione (60% a 24%). Verona, semplicemente, non c’è. Inesistente. La Revivre è padrona del campo e Abdel Aziz (67%) imperversa. Nel terzo ci si aspetta la reazione. Ma non arriva. E anche quando Verona ci prova, non riesce a mettere giù palla. Milano semplicemente difende tutto. E al servizio continua a fare male, mentre i gialloblù non pungono. La Revivre chiude 19-25 per lo 0-3 in poco più di un’ora e trenta. Una mazzata tremenda e da dimenticare subito. •