Calzedonia-Milano è una supersfida Giani: «In palio punti per volare alto»

A sinistra Giancarlo D’Amico e Nikola Grbic per Calzedonia, A destra gli ex gialloblù Tex De Cecco e Andrea Giani per Milano. Domani un match attesissimo e fondamentale in prospettiva del 5°, se non del 4° posto
A sinistra Giancarlo D’Amico e Nikola Grbic per Calzedonia, A destra gli ex gialloblù Tex De Cecco e Andrea Giani per Milano. Domani un match attesissimo e fondamentale in prospettiva del 5°, se non del 4° posto
Marzio Perbellini 23.02.2019

Domenica c’è la supersfida con Milano dell’ex Andrea Giani. Una partita tra due squadre in crescita e fino a questo momento protagoniste di un grande girone di ritorno e che, Modena permettendo, puntano addirittura a chiudere la stagione regolare al quarto posto. Il Giangio ci crede, sa che a Verona sarà dura, ma ha fiducia nei suoi ragazzi. Una sfida che si è caricata di aspettative. Parliamo di due club cresciuti molto e che si ritrovano a giocare per una posizione in classifica importante. Il livello di gioco sarà alto. Che partita ti aspetti? Una partita molto difficile. Verona gioca bene e con Kaziyski ha aumentato molto la qualità. Sarà un match uguale a quelli che puoi giocare contro Perugia, Civitanova Modena o Trento. Per me ha lo stesso valore tecnico. Finora un gran bel girone di ritorno per entrambe le squadre. Milano e Verona sono due squadre che hanno fatto un cammino importante. Cammini non privi di ostacoli ma quello che conta è che, partiti da un livello, siamo arrivati ad un altro. E il compito di società come le nostre, il compito che abbiamo io e Nikola (Grbic) è quello di portare in pochi mesi una squadra da un livello a un altro. Ed è quello che abbiamo fatto. È quello che stiamo facendo. Calzedonia contro Trento ha fatto l'exploit. La dimostrazione dei passi avanti fatti dalla squadra che è cresciuta nella qualità di gioco. Ha avvicinato il primo livello e ha battuto in casa una squadra di prima fascia. Ti aspettavi il crollo di Modena? Il quarto posto ora non è una chimera. Non è così semplice. E il nostro cammino è più complicato: dopo Verona ci aspettano Trento, Lube e Perugia. Questo però non pregiudica la possibilità di arrivare quarti. Dipende da come giocheremo. Per quel che riguarda Modena, quello che appare è che non è cresciuta nel corso della stagione quanto le prime sei. Ma è una squadra forte e come dice Julio bisognerà vederla ai play off. Tu e Grbic siete i due allenatori della Superlega con il doppio incarico, club e nazionale. Cosa pensi in merito e alla possibilità che le società possano essere multate? Vivo l'esperienza del doppio incarico come un grande arricchimento. Da quando ce l'ho come allenatore sono cresciuto moltissimo e la mia esperienza l'ho portata nei club che mi hanno avuto. Di conseguenza anche all'interno del consorzio della Lega. Se fai crescere giocatori e squadre questo aumenta la qualità del campionato. Non ho interpretato il mio doppio incarico con altri fini. Alleno perché mi piace allenare. Non penso che questo abbia mai messo in difficoltà nessuno e tanto meno gli altri club. Vale per me e vale anche per Nikola. È un'opportunità che arricchisce l'allenatore. Non tutti lo vogliono fare, ma questo dipende dalle risorse e dalle energie che ha ogni individuo. Io ho il doppio incarico dal 2011 e non sono per nulla stanco. Una delle critiche mosse è che rispetto ad altri allenatori così si ha la possibilità di accaparrarsi più giocatori. Ma no, il mercato è libero. I giocatori hanno procuratori e vanno dove conviene loro di più. Nel mondo del lavoro viene premiato chi lavora meglio, fine. Non si fa nulla per amicizia. Niente. Un giocatore si avvicina a un club perché crede nel progetto della società o per una offerta economica. Io convinco un giocatore per il progetto tecnico. Una società lo convince per la parte economica. Non per altro. Deve essere ben chiaro. Il palazzetto sarà l'arma in più per Verona? Il palazzetto pieno è uno spettacolo per tutti. Ma si vince e si perde esclusivamente per la qualità di gioco. Un palazzetto pieno fa bene a tutti. Ci fa capire che siamo interessanti anche noi che non abbiamo come obiettivo quello di vincere lo scudetto ma di crescere e di proporre giocatori giovani e sistemi di gioco che si evolvono. Questo per me è bellissimo. La vittoria di una società non è solo lo scudetto. C’è chi gioca per uno scudetto ma c'è anche chi gioca per fare crescere il proprio gruppo. Ed è questo lo scudetto di squadre come Verona e Milano. Per questo il doppio incarico è un arricchimento. Il lavoro mio e di Nikola, al di là dei personaggi che siamo, aumenta l'interesse della Superlega. È un bene per tutti che certi club crescano avvicinandosi al primo livello e trascinando più gente al palazzetto. Una risorsa da sfruttare, non da eliminare. •