Bagnoli spegne 85 candeline
«E mi sopporterete ancora»

Osvaldo Bagnoli
Osvaldo Bagnoli
Gianluca Tavellin03.07.2020

 «Ciao sono la Monica, eto visto che squadron che ghemo...». Casa Bagnoli ore 18,40 di ieri. Al telefono una delle figlie del mister, che oggi compie 85 anni. Numeri perfetti i suoi, d’altronde lo scudetto arrivò quando di anni ne aveva 50.

 

«Eccomi qua» esordisce Bagnoli, «ho capito che è il mio compleanno perchè è arrivata mia figlia Francesca da Milano». Giù una risata. Perchè l’uomo è ironico. «Ci siete cascati. Non me ricordo le robe, però so che doman (oggi per chi legge ndr) l’è il 3 luglio. Sono 85 ma ho intenzione di restare ancora qui per qualche annetto».

 

Mitico Bagnoli, al quale la vita ha dato e tolto con la precisione di un internazionale vero e non quel Wurtz da quattro soldi che fece pronunciare al Mago della Bovisa una delle frasi cult del calcio. Ai carabinieri disse dopo il “furto“ in Coppa Campioni: «Se cercati i ladri sono dall’altra parte».

 

«Mi fa piacere aver vissuto quella vittoria» racconta Bagnoli parlando dello scudetto, «ma vado orgoglioso anche del mio passato da calciatore». Mercoledì era allo stadio con l’inseparabile Paolo Goretti. «Mi pare che Juric stia facendo un grande lavoro. Magari va in Europa». Già Brema e quel sedere mostrato in segno di protesta al pubblico tedesco. D’altronde a Bagnoli i “todeschi“ non sono mai stati simpatici, a parte uno: Briegel. «Juric me l’hanno presentato» dice Bagnoli, «ma non lo conosco abbastanza per dirvi com’è. La sua squadra però gioca e bene».

 

LE ORIGINI. Il 3 luglio del 1935 a Milano nasceva Osvaldo Bagnoli. Lo scenario è quello del dopoguerra: pochi soldi e tutto da ricostruire. Lavora giovanissimo in una fabbrica di ceramiche e alla sera frequenta la scuola. Tutto il resto del temo lo passa con un pallone tra i piedi. Dall’Ausonia passa al Milan e a soli 20 anni debutta in serie A con i rossoneri. I suoi compagni di squadra sono Nordhal e Schiaffino, tanto per intenderci. Ma l’equipaggio della sua macchina per andare agli allenamenti è tutto un programma. Al volante Bagnoli, sul sedile del passeggero Trapattoni e dietro Radice. Un terzetto di predestinati. Nel 56/’57 il Milan vince lo scudetto e il giovane Osvaldo mette insieme dieci presenze.

 

Il Verona del presidente Mondadori, lo ingaggia nella stagione seguente. «Se mi fosse andata male» raccontò Bagnoli qualche anno fa, «un posto alla Mondadori me l’avevano assicurato». Gioca poco e i gialloblù al loro primo anno in serie A retrocederanno dopo lo spareggio col Bari. «Se non avessi avuto la pleurite, forse. Ero come Bruni, giocavo sia in mezzo che col 7 sulla schiena. Bravino ero bravino». Al Vecchio Bentegodi metterà insieme tre stagioni segnando 25 reti. A Verona conosce Rosanna, l’amore della sua vita. Si sposeranno a Santa Teresa. Testimone di Bagnoli l’amico Fassetta, altra colonna del Verona. Arriveranno le figlie Francesca e Monica. E sarà proprio la famiglia la molla a spingerlo verso Verona nel 1981. Aveva riportato il Cesena in serie A ma Di Lupo, Luciano Vicentini, Guidotti e D’Agostino, avevano grandi progetti per lui. Bagnoli allenò l’Hellas per 9 stagioni e cimentò una grande amicizia con il diesse Mascetti. Con il «Zaso» in panchina arriveranno due finali di Coppa Italia, due partecipazioni alla Coppa Uefa(oggi Europa League) e lo storico scudetto con gli ottavi di Coppa dei Campioni.

 

FRASI CELEBRI. «Non ero contrario a Dirceu ma avevo già dato la mia parola a Guidolin» e ancora, «Mai visto professionisti seri come Joe Jordan». Dei tempi dello scudetto disse: «Garella quando era in giornata non gli segnavi neanche con le mani. A Udine il 5 a 3 è stato incredibile. Elkjaer fu mostruoso. Briegel avrebbe meritato di più perchè oltre che essere forte fisicamente era bravo con i piedi». E poi quelle storiche in Coppa dei Campioni oppure quando Berthold scappò dal ritiro a Milano, per incontrare Loredana Bertè. «Quando torni, passa da me» scrisse Bagnoli su un biglietto lasciandolo in camera del tedesco, poi escluso il giorno dopo dalla formazione. «Marangon l’è un terzino e gioca a sinistra, mentre Fanna può fare ciò che vuole. Il calcio è semplice, basta mettere gli uomini al posto giusto». Reinventò un modo di vedere il calcio. Per far posto a Dirceu mise Di Gennaro «falso nueve» e spinse Tricella a sganciarsi sempre.

 

QUANTE IMMAGINI. Bagnoli compie 85 anni. La Citroen Bx, il cappello, i pantaloncini corti, le pause durante le interviste, le calze marroni calate sulle scarpe da calcio, il cappotto grigio “spinato“, le labbra tirate all’arrivo allo stadio in pullman, l’albergatore, lo sciatore in tarda età e l’uomo della solidarietà verso gli altri. Ma anche il pugno alzato verso le Brigate dopo la vittoria sul Milan di Sacchi, identico a quello di Bergamo. Tanti fotogrammi di una vita unica .Non si preoccupi se la memoria la fa dannare. Lei è immortale ed il 3 luglio sarà sempre il giorno del compleanno del «Mister». •

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