Villafranca vince la grande sfida
Più di tremila spettatori per i live

Giulio Brusati02.08.2020

Sei serate per oltre 3500 presenti in dodici giorni: i numeri di «Villafranca non si arrende», la manifestazione chiusasi qualche giorno fa al castello non hanno niente a che vedere con i grandi raduni pre Covid, ma indicano che una rassegna «live» si può fare, anche in questi tempi di distanziamenti, limitazioni e sanificazioni. I sei appuntamenti di musica e teatro hanno visto in successione, sul palco del maniero scaligero: Antonio Rezza nello spettacolo «Fratto_X» e Morgan da solo al pianoforte – parte della rassegna Milanesiana, Neri Marcorè & band, Daniele Silvestri anche lui con la band, Gio Evan con due chitarristi e Natalino Balasso «stand up comedian», da solo con due leggii. A realizzare la rassegna, l’amministrazione di Villafranca con il promoter Eventi Verona.

 

Ma com’è andata davvero? «Tutto molto bene: la risposta del pubblico c’è stata», commenta Ivano Massignan di Eventi. «Abbiamo iniziato a costruire la rassegna in anticipo, quando non erano chiare regole e limitazioni. La gente si è trovata molto bene, a quanto abbiamo potuto capire. Il pubblico ha apprezzato come, al di là del problema del Covid, il distanziamento delle sedie abbia annullato l’effetto-pressione da parte degli spettatori. E poi il livello delle proposte artistiche era alto. Rezza, un fuoriclasse; e Morgan con la sua “Casa gialla”, tra reading e musica. Silvestri da tutto esaurito, platea piena anche con Natalino Balasso. Grande sorpresa Gio Evan e un po’ sotto le aspettative Neri Marcorè - forse la gente non ha compreso che lui, attore teatrale, si è cimentato con un repertorio di canzone d’autore. L’incertezza maggiore, però, era sul pubblico: non sapevamo come avrebbe potuto rispondere. I dati nazionali ci dicono che c’è ancora una certa difficoltà a partecipare a concerti e spettacoli. A Villafranca possiamo dunque essere soddisfatti».

 

Ma la difficoltà più grande qual è stata? E perché non sono state fatte più date? «Perché abbiamo fatto fatica a trovare gli artisti», confessa Massignan. «Questa è la verità. Non c’è stata disponibilità da parte di molti cantanti. Certo, i tempi erano ristretti. Ma al di là delle dichiarazioni, pochi si sono resi disponibili a cimentarsi in una situazione di restringimento. Noi ne avremmo fatti di più: l’allestimento, con il palco e le sedie distanziate, permetteva una moltiplicazione di date. Ma le cose vanno come vanno. Avevamo contattato anche Manu Chao, in tour ora: Perché non vieni a Villafranca?, gli abbiamo chiesto. Ma ogni artista, in fondo, fa le proprie scelte».

 

Soddisfatta anche Claudia Barbera, assessore alla cultura di Villafranca: «Il momento storico che stiamo attraversando», riflette, «ci ha imposto di vivere gli spazi in maniera diversa. Non è stato semplice rielaborare un programma di qualità in poco tempo, garantendo comunque la massima sicurezza, ma il gioco di squadra – con Eventi e tutti quelli che hanno lavorato nel castello - ci ha fatto raggiungere questo importante risultato. Villafranca ha trovato il modo di ripartire e dare impulso alla cultura, nonostante le difficoltà. E questo festival, alla fine, porta con sé emozioni particolari». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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