«Mentre ero via»
Su Rai1 la serie
girata a Verona

Vittoria Puccini sul set veronese
Vittoria Puccini sul set veronese
24.03.2019

«Una storia che in qualche modo può riguardare gran parte di noi, perchè affronta il tema della rimozione: a chi non è capitato di mettere da parte un’esperienza che preferiva dimenticare? Ma questa donna con tutte le forze preferisce andare a fondo, perchè è meglio ritrovare una verità anche dolorosa che vivere ingannando noi stessi». Vittoria Puccini torna in tv (dopo il successo di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi) come protagonista del crime psicologico Mentre ero via, serie tv in 6 prime serate su Rai1 da giovedì 28 marzo con la regia di Michele Soavi.

Puccini si racconta con l’ANSA raggiunta al telefono sul set a Mantova dove sta girando «Il processo», una serie in 4 puntate dove dice: «interpreto una pm» (ma in questo caso per Mediaset). Poi in estate girerà un film per il cinema, «un progetto cui tengo molto ma di cui adesso non posso anticipare nulla».

Torniamo alla serie Rai: si racconta il percorso di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia pubblica che interiore. Puccini è la protagonista della vicenda, ambientata a Verona, al suo fianco Giuseppe Zeno, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini, Antonia Fotaras e Mariano Rigillo. Puccini è Monica Grossi, 38 anni, bella e determinata, si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla degli ultimi anni della sua vita. Non riconosce il mondo in cui si ritrova e la donna che tutti le descrivono come manipolatrice, adultera, capace di tradire il marito Gianluca con Marco de Angelis e causa indiretta della morte di entrambi. «Sì ma non accetta questa descrizione: Monica si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio - spiega l’attrice -. In realtà il bambino ha otto anni. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità e la causa è un litigio con il suo amante anche lui morto. Anna crede che le stiano parlando di una sconosciuta. Quando torna a casa decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli». Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta tiene a sottolineare: «Mentre ero via rappresenta il terzo capitolo, dopo Un’altra vita e Sorelle, di un’ideale collection che Rai Fiction ha fortemente voluto perchè incarna uno dei temi portanti della nostra linea editoriale: quello del femminile e della possibilità di una rinascita. In questo caso una donna che combatte per ritrovare la sua identità e il proprio posto nella famiglia e nel mondo. Si tratta di una grande storia femminile di riscatto, nel dubbio che separa la realtà dall’allucinazione e contro la gabbia dei pregiudizi costruiti dagli altri». Monica ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente.

Nella vita reale Puccini oltre ad essere un’attrice è una mamma (di Elena avuta da Alessandro Preziosi dal quale si è separata anni fa). Come sono i vostri rapporti? «Mia figlia ha 13 anni, c’è una grande intesa anche se sono spesso impegnata sul set, per fortuna è in un periodo in cui mi racconta tutto delle sue amicizie e della sua vita. Non è presente sui social, fa sport come me». Non sarà facile per Monica riappropriarsi della sua vita e dei suoi ricordi; fortunatamente accanto a sè si ritroverà Caterina (Rocca), una psicologa, e Stefano (Zeno), fratello di Marco. Zeno del suo personaggio dice all’ANSA: «È un ruolo che mi è piaciuto molto, proprio perchè la storia ha un congegno narrativo che ricorda per complessità le grandi serie Usa o britanniche nelle molteplici dimensioni della suspense. Stefano è l’unico che non conosce Monica, e come lei è determinato a scoprire la verità, senza farsi influenzare. È un padre single ed è il fratello di Marco De Angelis, il presunto amante di Monica ucciso da Gianluca Grossi la notte dell’incidente. Insieme a Monica capisce che qualcosa non torna nella versione ufficiale dell’accaduto».