Un pieno di applausi
a «Tramonto», cult
di Renato Simoni

Michela Pezzani09.10.2019

La scrittura in lingua veneta di un maestro veronese dell'arte teatrale quale Renato Simoni (1875-1952) ha molto da insegnare ancora oggi e la venuta a Verona di uno dei suoi cult, la commedia «Tramonto» che scrisse nel 1906 ma attualissima, ha permesso al folto pubblico accorso al Teatro Santa Teresa, di riscoprire l'autore, anche critico teatrale, giornalista, poeta e librettista, poco rappresentato nonostante a lui sia dedicato l'omonimo Premio nazionale che ogni anno viene assegnato al Romano ad una personalità del teatro italiano.

 

La compagnia trevigiana Soggetti Smarriti ha proposto con successo «Tramonto», regia di Franco Demaestri, in apertura della rassegna 2019-20 del Teatro Santa Teresa e con questo lavoro bellissimo che ha vinto la 31esima edizione del festival Maschera d'oro di Vicenza, ha mostrato la forza del teatro amatoriale di qualità e il valore di Simoni quale sensibile sociologo e narratore di profonde emozioni esistenziali e realtà quotidiana, sia dei ceti sociali abbienti che popolari, con il dono di non suggerire morali ma suscitare nello spettatore libera analisi. Il grande attore del passato Cesco Baseggio è stato interprete storico di «Tramonto» nel ruolo di Cesare al fianco di un altro mito, l'attrice Wanda Capodaglio (Eva), e oggi quel miracolo di umanità che il pubblico può ritrovare e gustare su you tube grazie alle teche Rai, si rinnova con Soggetti smarriti proprio grazie al suo cast di cui l'attore Alessandro Tognetti è timone, nel ruolo del conte despota dall'insospettabile vulnerabilità.

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