Il tango argentino
con De Brasi incanta
a Sommacampagna

Loredana De Brasi durante lo spettacolo
Loredana De Brasi durante lo spettacolo
 
Francesca Saglimbeni10.07.2019

«Tangos! (Tango y musica)». Un titolo più che mai centrato quello dello spettacolo messo in scena dalla Compagnia Naturalis Labor e il Trio Tango Spleen, per l’edizione 2019 della rassegna Sensi Unici-Musica e Arte nelle Terre del Custoza
Con quella “s” che sa di plurale proprio come le mille e una possibilità di “dire“ il tango; gli infiniti linguaggi di un ballo senza confini, che il cast di ballerini-danzatori diretti da Luciano Padovani (coreografo fondatore della compagnia con sede a Vicenza) ha esplorato passo dopo passo, regalando alla platea di spettatori - riuniti eccezionalmente, anziché a Villa Venier, al Pala Pesca di Sommacampagna - momenti di poesia e inebriante incanto.

 

Un cast eccezionale formato da Stefano Babboni, Loredana De Brasi (fine interprete, leggera, sensuale e mai scontata) Silvio Grand, Roland Kapidani, Roberta Morselli, Elisa Mucchi, sostenuto dalla prestigiosa presenza del trio musicale Tango Spleen (travolgenti gli artisti impegnati alla tastiera, nonchè il leader Mariano Speranza, bandoneòn e violino), già apprezzato dalle platee mondiali di oltre 20 paesi come il massimo esegeta dei repertori argentini a passo di tango (ovvero da ascolto), e noto per una estetica mirata all’essenzialità, piuttosto che alla ridondanza.
Sulle note di intensi brani d’autore, ora più ritmati ora più melodici, a firma di Pugliese, D’Arienzo, Piazzolla - tra cui ha fatto capolino un interessante arrangiamento sulle Variazioni Goldberg di Bach -, le tre coppie di tangueri hanno dato corpo alle figure (non di rado ardite) di milonga, tango wals e del tango argentino, coreografate da Padovani e contaminate, talvolta, da espressioni della danza contemporanea.

 

Mettendo in scena la magia dell’incontro tipica della cultura argentina, e uno stile in grado di coniugare impeto e disciplina, tecnica e improvvisazione, libertà e ossequio alla tradizione. Il tutto condito dalle originali invenzioni sceniche e drammaturgiche che da anni contraddistinguono il lavoro del coreografo veneto.

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