Philippe Daverio:
«La bellezza
non esiste»

Giulio Brusati11.06.2019

«Primo argomento: la bellezza non esiste». Inizia con una provocazione, Philippe Daverio, la sua conferenza al teatro Romano per il Festival della Bellezza.

 

«Non esiste una cosa che non ha un nome o che ha un nome così diverso da un popolo all’altro», spiega il critico d’arte che quest’anno è stato nominato ambasciatore del Festival della Bellezza, portando la manifestazione promossa da Idem in altre province (Vicenza, Mantova, Brescia).

 

«L’unica parola che ci accomuna, noi occidentali, che è uguale in tutte le lingua europee è la parola vino. Anche in russo si dice “vin” come in bergamasco. Siamo uniti dal vino in quanto siamo uniti dalla cristianità. Anche nei posti più sperduti d’Europa si faceva il vino per dire messa». E la parola bellezza non era condivisa né dai Greci né dai Romani: «Ed è per questo che si fa fatica a capire…». Gli unici popoli che usano la parola “bello”, spiega Daverio, «siamo noi e i francesi…». Nella sua dotta e divertente conferenza, parla poi del nominalismo («Qual è il senso delle parole?»), espone concetti di scolastica, racconta com’è nata la matematica, cosa la lega alla musica e all’armonia… E da lì alla geometria dell’anima. 

 

E stasera il Festival della Bellezza prosegue con la sacerdotessa del rock: Patti Smith

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