La Bugia ridà voce
al soldato morto
Stasera all'Arsenale

Michela Pezzani02.07.2020

Si chiama Aldo il soldato che non è riuscito a tornare a casa dalla Russia durante la Seconda Guerra Mondiale e ha detto all'amico commilitone: «Vai avanti tu, per me è finita». 

 

A dare voce e restituire vita al giovane di Quinzano che partì per il fronte e tenne una fitta corrispondenza con la fidanzata Gisella e i familiari è la compagnia La Bugia che all'Arsenale, per la rassegna Teatro nei cortili organizzata dal Comune di Verona è in scena, ultima replica stasera alle 21,30, con il reading «Reduci»: lettere dal fronte, realizzato con la distanza regolamentare anti Covid che sull'ampio palcoscenico dà il senso della lontananza e fa provare al pubblico la sensazione di separazione.

 

Semplice ed efficace, la rappresentazione si avvale di proiezioni in tema e canzoni registrate degli anni Quaranta tra cui Mamma, e una delle lettere più toccanti è quella in cui da casa la spediscono ad Aldo prima di Natale e ricordano quando lui faceva il presepe con i genitori e i fratelli con la promessa che l'anno successivo avrebbe voluto mettere la luce nella capanna. Un allestimento essenziale che propone solo semplici cambi di posto degli attori ai vari microfoni e non presenta nessuna drammatizzazione tranne quella che emerge dalle parole nude delle lettere selezionate da un pacco di quattrocento e il cui messaggio di storia vera vissuta, La Bugia desidera portare nelle scuole. 

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