Sempre più ragazzini
prigionieri
di «Fortnite»

Il videogioco Fortnite (foto archivio)
Il videogioco Fortnite (foto archivio)
11.08.2019

«Da quando ha iniziato a giocare a Fortnite mio figlio non è più lui. Era un ragazzo con tanti interessi, allegro, vivace, mentre adesso sembra sempre assente, staccato dalla realtà». A denunciare la situazione è una madre della provincia veronese, preoccupata per quanto sta accadendo al ragazzo, 14 anni, che non solo è «prigioniero» del videogioco, ma è arrivato a rubare più volte soldi in casa per accedere a battaglie e comprare look migliori per il suo alter ego digitale. Le fila sono tirate da adulti che guadagnano rovinando i ragazzini. 

 

Questo caso non è isolato, come spiega Giovanni Serpelloni, direttore del dipartimento dipendenze dell’Ulss 9. «Il fenomeno legato a Fortnite non è ancora di massa, ma stanno aumentando i ragazzini con dipendenza da tecnologia digitale che mentalmente vivono esclusivamente in ambienti virtuali. Dal 15 al 18% della popolazione giovanile è a rischio; il rischio maggiore è tra gli 11 e i 16 anni». La dipendenza porta ad atteggiamenti anti-sociali, a disturbi comportamentali e spinge anche a mentire e ad arrivare a rubare per poter giocare. «Serve una diagnosi precisa», afferma Serpelloni. Per informazioni contattare il Dipartimento dipendenze dell’Ulss 9 che ha sedi a Verona, Soave, Bussolengo, Legnago, Zevio e Villafranca (045.8076211; dipendenze@aulss9.veneto.it) o il servizio di Medicina delle dipendenze dell’azienda ospedaliera universitaria integrata che si trova al policlinico di Borgo Roma (045.8128291). C.T.

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