Nel Veronese la maggior produzione di meloni La concorrenza spagnola

Il melone, prodotto tipico dell’estate
Il melone, prodotto tipico dell’estate
LU.FI. 02.07.2019

Pesche, nettarine e meloni, i ritardi di maturazione dovuti al maggio freddo e piovoso da poco passato non incidono sulla qualità. Anzi, la frutta che viene prodotta nelle campagne del veronese per ora ha caratteristiche di particolare pregio. «Quest’anno la qualità del melone precoce è molto alta, poiché i tempi lunghi di maturazione hanno sviluppato maggiormente la parte zuccherina del frutto», afferma Riccardo Bonfante, produttore di Gazzo Veronese e presidente in Coldiretti di coloro che praticano questo tipo di coltivazione. «Purtroppo», aggiunge, «noi produttori rileviamo poca attenzione da parte degli operatori commerciali, tanto che i consumatori rischiano di trovare con più facilità meloni stranieri, provenienti da Marocco, Senegal e Spagna, piuttosto che locali». Eppure l’Italia è al vertice a livello mondiale per il minor numero di prodotti con residui chimici irregolari (0,4%) rispetto a un valore medio dell’1,4% a livello comunitario e al 5,7% a livello extracomunitario. Verona è la prima provincia veneta per produzione di meloni. Secondo un’elaborazione della Camera di commercio, basata su dati Istat, nel 2018 ha registrato una superficie coltivata a meloni di circa 231 ettari e una produzione di 76.850 quintali. «Il melone è un frutto gustoso, rifrescante, reidratante», dice Maria Cristina Giacona, medico nutrizionista. «Ci prepara all’abbronzatura grazie alla presenza di antiossidanti come vitamine A e C, è ricco di sali minerali, è perfetto per chi pratica sport ed è adatto a tutte le età». L’associazione di categoria che rappresenta il maggior numero di agricoltori in Italia spiega che il consumo di frutta di stagione, oltre al melone, anche ciliegie e albicocche, costituisce il miglior modo per combattere i colpi di caldo e l’eccessiva sudorazione. La frutta, infatti, è rinfrescante e ricca di vitamine e sali minerali; costituisce un elemento indispensabile per una corretta alimentazione. Sempre per quanto riguarda la frutta, la provincia veronese vanta cifre record anche per quanto riguarda pesche e nettarine. In merito alle prime, lo scorso anno la superfice coltivata è stata di 1095 ettari, con una raccolta di 230.000 quintali, mentre per le seconde la superficie è stata di 627 ettari, con una messa in commercio di 128.500 quintali. «La produzione di quest’anno delle pesche è abbondante», afferma Renzo Bonizzato, presidente Coldiretti di Madonna di Dossobuono. «Le varietà precoci, nonostante il maltempo, si prospettano di discreta qualità; quelle medie e tardive si prevedono addirittura ottime, sempre se continueranno ad esserci caldo e sole, mentre da un punto di vista commerciale è necessario attendere l’apertura della stagione per capire l’andamento del mercato».

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