Lorenzetti: «Un tampone» Provoli: «Qualcosa stride»

P.D.C.06.07.2019

I «medici a ore» lasciano perplessi anche i sindaci: «Tampone di emergenza in situazione di necessità ma servono soluzioni vere». Tanto Graziano Lorenzetti, neo sindaco di Legnago, quanto Giampaolo Provoli che è stato invece confermato a San Bonifacio, accolgono l’esternalizzazione temporanea del servizio di anestesia negli ospedali delle due cittadine con toni tiepidi e preoccupazione. «Qualsiasi soluzione, anche se poca cosa, in emergenza si accoglie e dunque bene così, ma non la ritengo una soluzione soddisfacente ad un problema drammatico», dice Lorenzetti. «Servono soluzioni diverse e ho chiesto di conoscere numeri e riferimenti degli operatori del Mater Salutis per avere chiara la situazione che, mi pare di capire, per il personale è più drammatica qui che altrove. Serve una programmazione diversa, starò sul pezzo e voglio assolutamente sia aperto un tavolo per trovare soluzioni vere». Giampaolo Provoli riconosce alla dirigenza della Scaligera l’impegno messo in campo e alla Regione il mastodontico lavoro per arrivare a svolgere i concorsi ma si pone la domanda regina: «Se si trovano cooperative o ditte che mettono a disposizione medici significa che i medici ci sono: perché non riusciamo a intercettarli e assumerli nel pubblico?». Stando ai portali sanitari e delle stesse società che mettono in rete i camici bianchi, un medico «trasfertista» pronto a svolgere turni di 12 ore guadagna dai 30 ai 40 euro l’ora lordi e la quota preponderante va alla cooperativa o società. Lavorare così ha il vantaggio di gestirsi l’orario di lavoro, ma anche il riposo e le ferie, a differenza del pubblico in cui il salto del riposo o la rinuncia alle ferie non sono sconosciuti. «Forse è anche il carico di lavoro a scoraggiare nel pubblico, e mi preoccupa anche la temporaneità di una misura che già si dice può essere prorogata. Esternalizzare servizi di questo tipo fa venir meno il collegamento, l’organizzazione e il rapporto tra professionisti in ruoli e contesti cruciali come è quello di una équipe medica», osserva Provoli, «l’intesa tra i vari componenti di uno staff è una parte importante della qualità del servizio». «C’è davvero qualcosa che stride», conclude il primo cittadino sambonifacese, «basta pensare che a un’emergenza simile si è risposto aumentando di 1.800 posti, per tutta Italia, la selezione alle facoltà di medicina, e questi nuovi pochi specialisti li avremo tra un minimo di otto anni». •

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