Ciliegie a rischio di spaccatura

Ciliegie: finora la stagione è stata ottimaUn vigneto colpito dalla grandinata nei giorni scorsi
Ciliegie: finora la stagione è stata ottimaUn vigneto colpito dalla grandinata nei giorni scorsi
Luca Fiorin10.06.2020

Il maltempo di questi giorni ha fatto male, per fortuna solo in parte, alla viticoltura, ma sta creando pesanti conseguenze anche alla produzione di ciliegie. A fornire il quadro delle conseguenze generate dalle grandinate di sabato scorso e dalle forti piogge che si sono abbattute sulla nostra provincia nei giorni successivi è Michele Marani. Questi è il direttore di Codive Condifesa Verona, il consorzio che riunisce i coltivatori che stipulano polizze assicurative agevolate a copertura delle produzioni agricole. «Per quanto riguarda i danni causati all’uva dalla grandine, va detto che essi riguardano solo un’area contenuta della Valpolicella, che comprende la porzione inferiore della Valgatara ed arriva sino a San Floriano e Pedemonte, e che i chicchi hanno colpito in maniera non uniforme i vigneti», spiega Marani. «Ad oggi si può parlare di perdite ricomprese fra il 20 ed il 30 per cento, anche resta necessario vedere come reagiranno le viti», continua il direttore di Codive. Se in merito alla viticultura dovranno esserci ulteriori valutazioni, pare invece già accertato che ci saranno danni significativi per quanto riguarda le ciliegie, la cui area di produzione si concentra soprattutto nella zona collinare. Per quanto riguarda questi frutti, il problema non sono le grandinate, bensì le continue piogge. Una situazione, questa, che sta causando conseguenze negative in tutta la provincia. «Quando piove in maniera forte e continua, come è successo in questi giorni, le ciliegie finiscono per assorbire troppa acqua e per subire quello che in gergo tecnico si chiama cracking», spiega Marani. In pratica, i frutti si gonfiano così tanto che finiscono per spaccarsi. Ovviamente, in seguito a questo fatto, diventano automaticamente non commercializzabili. «Noi abbiamo assicurato produzioni per un valore totale in provincia di poco più di 2,5 milioni di euro e credo di non sbagliare se arrivo a parlare di danni per almeno un milione di euro», dice il direttore di Codive. Anche Coldiretti Verona parla di danni consistenti ai frutti non ancora raccolti. Secondo le stime dei suoi tecnici, su una produzione di ciliegie prevista di 150mila quintali, è ancora da effettuare il 65 per cento della raccolta. E pari a circa a 97 mila cinquecento quintali. Di questi è stato danneggiato circa il 30 per cento tra grandine e spaccatura, per un danno di circa 5,8 milioni di euro. «Le conseguenze dei cambiamenti climatici segnano periodicamente anche Verona, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma», afferma Giorgio Girardi, responsabile del settore ortofrutticolo dell’associazione. «C’è una chiara tendenza alla tropicalizzazione», aggiunge, «che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che provoca sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi, con costi elevati, tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne». •