Addio agli studi, la Bassa maglia nera

Abbandono scolastico,  nel Veronese un fenomeno in chiaroscuro
Abbandono scolastico, nel Veronese un fenomeno in chiaroscuro
Francesca Lorandi 06.06.2019

C’è una notizia buona e una cattiva. Il Nordest, e quindi anche il Veneto e la provincia di Verona, è l’area con il livello di abbandono scolastico più basso in Italia e dove il livello di istruzione è cresciuto di più dal 2004 al 2017. Va detto che dagli anni 2000 a oggi in tutto il Paese si è verificata una riduzione significativa della percentuale di giovani che hanno lasciato precocemente gli studi, tuttavia l’Italia è ancora al di sopra della media europea per livello di abbandono con il 14,5% la popolazione tra i 18-24 anni con solo la licenza media. Il problema è diffuso ed è legato a diversi aspetti: è significativo ad esempio che i ragazzi che lasciano prima la scuola sono quelli che provengono da famiglie in difficoltà economica o che si trovano in condizioni di marginalità sociale. Tuttavia abbandonare il proprio percorso di istruzione prima del tempo rende più difficoltoso trovare un lavoro. E nel ricco Nordest cosa succede? Dal 2016 al 2018 si è verificato il maggior aumento del tasso di abbandono, pari a +1,7 punti percentuali. Nel dettaglio, nel 2017 il Veneto aveva un livello di abbandono scolastico pari a 10,5%, al sediesimo posto nella classifica regionale, con forti diversità a livello provinciale. E qui arriva la notizia cattiva: mentre Venezia segna i livelli più bassi, la situazione peggiore si registra nel Veronese dove la percentuale di giovani che lasciano la scuola è del 15,30%. I dati emergono dall’indagine della Fondazione di Openpolis che ha analizzato la situazione Comune per Comune: mentre per regioni e province i numeri sull’abbandono scolastico sono recenti (2017/2018), i dati sui comuni italiani vengono raccolti solo ogni dieci anni, durante i censimenti. Per questo motivo le rilevazioni si rifanno al 2011, e vanno ad analizzare la percentuale di residenti tra 15 e 24 anni con licenza media e che non frequenta un corso di studi o formazione professionale. Una situazione negativa si riscontra in molte aree della Bassa, e in due Comuni soprattutto: Roverchiara, dove la percentuale di uscite precoci dal percorso scolastico è del 24,9 per cento e Zevio dove si arriva al 23,5 per cento. LA BASSA E IL VILLAFRANCHESE. Sono questi due territori ad alzare la media, che resta tuttavia elevata anche in altri paesi limitrofi: a Gazzo Veronese i ragazzi che lasciano la scuola dopo la licenza di terza media sono il 16,2 per cento, il 14,2 nell’estremo Sud, a Castagnaro, il 14,4 a Isola della Scala e, spostandosi ancora più a Est, a Nogarole Rocca si raggiunge un preoccupante 19,4 per cento: significa che quasi un giovane ogni cinque si ferma dopo le «medie». A Legnago, merito anche dell’ampia offerta proposta da un Comune di grandi dimensioni, la percentuale scende all’11 per cento. L’EST VERONESE E LA LESSINIA. L’ampiezza del territorio non incide invece a San Bonifacio dove le uscite precoci raggiungono il 12,3 per cento, probabilmente legate all’elevata presenza di stranieri: qui si registra infatti la concentrazione più alta di tutta la provincia, dopo il capoluogo. Guardando i territori limitrofi, ad Arcole l’abbandono scolastico raggiunge il 15,6 per cento dei giovani tra i 15 e i 24 anni, il 16,2 per cento a San Giovanni Ilarione, il 14 per cento a Montecchia di Crosara e a Vestenanova. In Lessinia colpiscono i numeri di Roverè dove l’abbandono scolastico è al 16,8 per cento e Velo Veronese, al 14,5 per cento. IL GARDA. Anche sulle rive del Garda, nonostante la ricchezza prodotta dal turismo, la presenza di istituti superiori e di buoni collegamenti con la città, si distinguono diversi Comuni nei quali l’abbandono scolastico è superiore agli 11 punti percentuali. Dal 15,8 per cento di Peschiera del Garda al 15,5 di Lazise, e poi, spostandosi di pochi chilometri, Garda con il 15,7 per cento di giovani che non vanno oltre la terza media, Castelnuovo del Garda con il 12,8, Brenzone al 12,1. LA VALPOLICELLA. Dall’altra parte, colpiscono i numeri positivi di numerosi Comuni della Valpolicella, dove gli abbandoni si riducono drasticamente: San Pietro in Cariano registra un 4,8 per cento di ragazzi che lasciano il percorso di studi, Pescantina il 5,7 per cento al pari di Negrar, Fumane il 6,5 per cento, Marano il 5,5%. A Ferrara di Mone Baldo la percentuale è dello 0 per cento ma le motivazioni va ricercata in un altro tipo di abbandono. •

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