25 aprile, cerimonie
in città e provincia
per la Liberazione

Montecchia con il tricolore
Montecchia con il tricolore
25.04.2019

Come ogni 25 aprile si festeggia in tutta Italia la liberazione del nazifascismo.

 

VERONA

Ricordo dei caduti per la Liberazione a Porto San Pancrazio. Alle 9.20 raduno con le autorità i gruppi d’arma e i cittadini sul piazzale della chiesa parrocchiale. Poi la messa in suffragio dei caduti. A seguire l’alzabandiera, con la presenza delle autorità e la deposizione delle corone d’alloro. Alle 11 in via Lazzaretto la benedizione della targa marmorea in ricordo dei caduti.

 

MEZZANE DI SOTTO

Ritrovo alle 11.45 in piazza IV Novembre e commemorazione al monumento ai caduti. A seguire corteo e intitolazione della sala consiliare al maresciallo Italo Ferretti.

 

VALEGGIO

L’anniversario della Liberazione viene commemorato oggi con il corteo e la banda di Sona che partono dalla baita degli alpini alle 11 per arrivare al monumento ai caduti. Alle 11,30 rinfresco in municipio.

 

VILLAFRANCA (di Maria Vittoria Adami)

L’associazione Volontari della libertà e il Comune organizzano a Villafranca, per la festa della Liberazione, una commemorazione in centro. Oggi alle 10.45, ci sarà il raduno davanti al monumento di via Molini dedicato a Pomponi e Pianeta, militari italiani fucilati dai tedeschi mentre tentavano di scappare dal treno sul quale erano stati caricati per essere portati nei campi di prigionia. Alle 11 il corteo partirà verso il centro passando in via Angelo Messedaglia e in corso Garibaldi. Alle 11.30, al monumento ai caduti, in piazza Giovanni XXIII, ci sarà l’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro. Seguiranno la benedizione del monumento e un saluto del sindaco Roberto Dall’Oca. Per l’occasione la cittadinanza è invitata a esporre il tricolore e a partecipare.

 

LEGNAGO (di Fabio Tomelleri)

Il suo corpo, assieme a quello di altre centinaia di commilitoni, giace da tre quarti di secolo in fondo al mare, al largo dell'isola greca di Rodi. Dopo 75 anni, Legnago ricorderà il soldato «dimenticato» Giacomo De Gani. In occasione delle cerimonie per il 74esimo anniversario della Liberazione, che si svolgeranno oggi in centro a partire dalle 9.45, il coordinamento delle associazioni combattentistiche e d'arma, guidato da Maurizio Mazzocco, renderà uno speciale omaggio al sergente maggiore, nato in città nel 1916 e scomparso a soli 27 anni. De Gani, il 12 febbraio 1944, affondò con moltissimi commilitoni durante il naufragio del piroscafo «Oria», che dalla Grecia li trasportava verso i campi di prigionia in Germania. Alle 10, dunque, il corteo guidato dal sindaco Clara Scapin, prima di spostarsi al sacrario di piazza San Martino dedicato a tutti caduti, sosterà davanti al monumento che, in via XX Settembre, ricorda i caduti del Basso veronese della «Divisione Acqui». Proprio sulla lapide che elenca i 38 soldati trucidati dai nazisti nel settembre del 1943 nelle isole greche di Cefalonia e Corfù, le associazioni combattentistiche hanno deciso di aggiungere, a parte, il nome di De Gani. Quest'ultimo, pur non avendo fatto parte della «Acqui» e non essendo stato vittima dell'eccidio compiuto dai tedeschi, rappresenta i tanti soldati che, dopo l'armistizio, rifiutarono di combattere per la Germania di Hitler. Sono stati i familiari del sergente maggiore, tra cui la figlia Giancarla ed il nipote Guerrino, figlio di un fratello del soldato scomparso, a sollecitare il Comune a ricordare il loro caro. Anche perché, per molti anni, De Gani era dato ufficialmente per disperso, visto che l'atto di morte presunta del sergente maggiore, che era meglio conosciuto come «Guerrino», è stato rilasciato da un tribunale, su istanza dei familiari, soltanto nel marzo del 1989. Le ricerche sugli ultimi istanti vita di De Gani, in questi mesi, sono state approfondite dallo stesso Mazzocco e dallo storico Federico Meletto. «De Gani», rivela Mazzocco, «come molti altri suoi compagni di viaggio, scomparve durante il naufragio della nave salpata da Rodi con 4.046 soldati, fatti prigionieri dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943. L'affondamento, all'altezza di capo Sounion, fu causato da un fortunale e dai fondali bassi. Pochissimi si salvarono da quella tragedia». «L'ultima traccia di De Gani», prosegue Mazzocco, «risale al dicembre 1943: è una lettera spedita alla moglie da Rodi, quando era già stato catturato dai tedeschi. La missiva giunse alla famiglia mesi dopo, quando probabilmente De Gani era già in fondo al mare, all'interno della stiva della nave su cui era imbarcato. La figlia Giancarla, non ha mai visto il papà, essendo nata quando lui era già ripartito per il fronte». «Ci sembrava giusto», sottolinea il nipote Guerrino, «che venisse ricordata la tragica fine di mio zio».

 

SAN PIETRO IN CARIANO (di Gianfranco Riolfi)

L’amministrazione comunale invita tutti i carianesi a partecipare alla cerimonia di commemorazione delle vittime dello scoppio del forte, avvenuto il 25 aprile 1945, ad opera di un gruppo di tedeschi in fuga, che prima di lasciare il paese fece esplodere l’arsenale stipato nelle gallerie della collina di Saùsto, che si trova a ridosso del paese. Il tremendo scoppio vomitò sull’abitato fuoco, terra e rocce, che rasero al suolo 33 case, ne lesionarono gravemente 99 e provocarono la morte di 29 persone. La cerimonia si svolge nella piazza XXV Aprile della frazione carianese a cominciare dalle 9.30. Il rito prevede la deposizione delle corone sul monumento ai caduti e quindi la messa, con la partecipazione della banda comunale e della Polifonica Castelrotto.

 

SAN BONIFACIO (di Gianni Bertagnin)

Il 74° anniversario della Festa della Liberazione a San Bonifacio sarà celebrato con una cerimonia che avrà inizio alle 9.40 davanti al duomo; dopo i saluti, in duomo alle 10 sarà celebrata la messa di suffragio per i Caduti e soci scomparsi dell’associazione Combattenti e Reduci. Seguirà la cerimonia di deposizione di una Corona di alloro all’ingresso del municipio.

 

MONTECCHIA (di Paola Dalli Cani)

Un mitra puntato su 30 civili inermi: è con questo ricordo di 75 anni fa che Montecchia oggi commemora la Liberazione.

Da sempre l’appuntamento è in località Grumolo, il luogo dove il 25 aprile del 1945 rischiò di compiersi l’ultima barbara strage nazifascista, e quest’anno la commemoriazione segna anche l’avvio delle quattro giornate dell’adunata degli alpini della Zona Val d’Alpone. Sono state le penne nere del paese a voler aprire il loro raduno con la commemorazione al Grumolo: l’appuntamento è alle 8 per la messa al capitello di San Marco, ex voto per l’intercessione del Santo lo scampato pericolo. Se il mitra non fece fuoco, fu solo perché venne ritrovato il soldato tedesco di cui si erano perse le tracce e che gli occupanti temevano fosse in mano ai partigiani: venne decisa per questo la ritorsione che, nel sentire degli abitanti della contrada, non si compì per intercessione di San Marco. Al Grumolo sarà festa civile, religiosa (rosario alle 17) e popolare (pranzo sociale, cena e iniziative tutta la giornata) come preludio a quella delle penne nere. Per gli Alpini del capogruppo Franco Casotto questa adunata significa una festa che vale doppio perché coincide con il settantesimo compleanno del Gruppo Ana di Montecchia.

Gli appuntamenti fino alla giornata clou di domenica sono moltissimi e Montecchia si è già preparata con un trionfo di tricolori: si comincia domani alle 19 con l’apertura in piazza Umberto I degli stand gastronomici; alle 20.30 al Centro convegni rassegna di canti alpinicon i cantori del coro Tre monti di Montecchia diretto da Silvano Dal Cero; coro Ana San Maurizio di Vigasio diretto da Claudio Bernardi; coro Ana La Preara di Caprino diretto da Maurizio Sacquegna. Sabato l’adunata riprende vita al polo scolastico con la prova di evacuazione cui prenderanno parte la squadra Ana Valdalpone di Protezione civile e le unità cinofile della Protezione civile dell’Ana che saranno impegnate in una prova di ricerca scomparsi. Per l’Ana si tratta di un momento importante perché anche i piccoli hanno contribuito all’organizzare l’adunata: Stefania, allieva della III B delle medie di Montecchia, ha fatto il disegno scelto come logo del raduno.

I disegni, ma anche gli elaborati che hanno impegnato ragazzi e bambini della primaria sul tema alpino, costituiscono la mostra nell’atrio del Centro convegni, dove è possibile vedere anche foto dedicate alla Grande guerra. Tornando a venerdì, alle 12.30 sarà possibile conoscere i componenti della Fanfara dei congedati della Brigata alpina Cadore che alle 17.30 proporranno un carosello per le vie di Montecchia. Nel pomeriggio la piazza sarà animata dagli Alpini; cena alle 19 e a seguire concerto della Fanfara che, diretta dal maestro Domenico Vello, si esibirà alle 20.45 al Centro convegni. Domenica si comincia alle 8.30 con la messa in Duomo animata dal coro Tre monti e poi sfilata: in paese sono attese centinaia di alpini, che fanno parte dei 20 Gruppi del veronese orientale distribuiti nei 10 comuni che ricadono nella Zona Val d’Alpone e che sfileranno per le vie del centro, con carosello finale della Fanfara, a partire dalle 10.20. Ci sarà spazio per festeggiare la rinata baita degli Alpini e i 70 anni dalla costituzione del Gruppo alla presenza della madrina Letiziana Bevilacqua. In mattinata in piazza mostra di mezzi militari storici restaurati da un gruppo di appassionati di Vestenanova e mezzi della squadra Ana Valdalpone di Protezione civile.

 

VESTENANOVA (di Mariella Gugole)

Nel 75° anniversario dell’eccidio di Vestenanova e nel 74° della Liberazione l’amministrazione comunale celebrerà oggi con il Gruppo Alpini, l’Associazione Fante, l’Associazione Arma Aeronautica, l’Associazione Arma Carabinieri ripercorrendo con la popolazione il Sentiero della memoria inaugurato nel 2014, per non dimenticare i tragici fatti del 1944. Il ritrovo è oggi alle 14 in contrada Luisi (oltre l’abitato di Vestenanova in direzione di Bolca): da lì partirà l’escursione lungo la dorsale che confina col vicentino dove il 10 luglio 1944 si consumarono atrocità a firma nazifascista, con l’assassinio di 15 persone fra i civili e l’incendio di cinque contrade. La prima tappa del sentiero sarà in località Pezzati dove cinque anni fa venne posta dal Comune una lapide in memoria degli otto morti ammazzati in quella contrada, teatro di una carneficina col più alto numero di vittime: due ragazzi di 15 e 16 anni, Sereno Dalla Verde e Augusto Dalla Verde; e il quindicenne Mario Santi, insieme a Angelo Dalla Verde, Augusto Pezzato e Antonio Santolini che dopo essere stati trucidati vennero bruciati in casa; e infine Mansueto Dalla Verde e Ernesto Pezzato. Il cammino proseguirà lungo la cava del Manfrin e contrade Montanari e Brusaferri. Il 10 luglio oltre a contrada Pezzati vennero incendiate altre quattro contrade e uccisi altri 7 uomini. In contrada Montanari: Giuseppe Dal Fitto e Arcadio Saggiotto. A Brusaferri: Alessandro Faccio e Domenico Faccio. In contrada Luisi: Massimino Lovato. In contrada Lovati di sopra Gaetano Siviero e alla Croce dei Caseta Leone Zandonà. In un solo giorno si contarono 15 morti e in quelli che seguirono furono trucidati anche Vito Salgaro, Sebastiano Siviero, Paolo Zordan e Luigi Zordan. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Sul finire dell’estate il paese fu raso al suolo. Il 12 settembre il centro di Vestenanova fu dato alle fiamme e poi tutta via Chiesa. Il 14 settembre toccò alle contrade Scarmana, Fitto, Ferrari, Onti, Palazzina, Poli, Santi, Durli, Pandolfi, Valli, Sivieri, Pasqualini, Corte, Casoni, Mainenti, Stanghellini, Mettifoghi, Ragazzon, Cerati, Valecco, Ceghi e Montanari. Un elenco di 35 vittime civili e la distruzione del paese fu il bilancio della seconda guerra mondiale. Vestenanova è l’unico comune veronese, dopo la città, ad essere stato decorato al valor militare per la guerra di liberazione 1943 – 1944. In questo 25 aprile onorerà ancora una volta le vittime della spietata faida che 75 anni fa ebbe come scenario una striscia di territorio al confine con la provincia di Vicenza, sopra la Valle del Chiampo, dove azioni partigiane scatenarono feroci rappresaglie contro la popolazione inerme. All’arrivo in contrada Lovati di Sopra, alle 17, sarà celebrata la messa con il coro El Moreto di San Giovanni Ilarione. Seguirà un rinfresco curato dalle associazioni. In caso di pioggia messa e la cerimonia commemorativa avranno luogo nella chiesa parrocchiale di Vestenanova alle 17.

 

CONCAMARISE (di Lidia Morellato)

Oggi, sarà una giornata di grande festa per la comunità di Concamarise. Alle 11.45, nell’Area verde sul retro della farmacia, sarà infatti inaugurata la «Casa de le tradizion Giorgio Gioco». Ossia la nuova sala polifunzionale della Pro loco che l’amministrazione comunale ha voluto dedicare al grande cuoco-poeta veronese scomparso lo scorso febbraio all’età di 94 anni. La cerimonia di intitolazione avviene un giorno prima del compleanno di Gioco, che sarebbe caduto il 26 aprile, e che nella sua lunga carriera «si è distinto nella promozione a livello internazionale di cultura, arte, tradizioni, prodotti tipici ed enogastronomici della nostra provincia». Il taglio del nastro sarà preceduto, alle 10, dalla commemorazione del 25 aprile al monumento dei caduti, alla scuola elementare «Gianni Rodari», a cui seguirà, alle 10.30, la messa nella parrocchiale. Alle 11.30, nella sala civica di via Capitello, sarà invece inaugurato il nuovo ascensore. La giornata coinvolgerà anche il Consorzio delle Pro loco del Basso veronese, che proporrà un buffet a base di prodotti del territorio.

 

RONCO ALL'ADIGE

 Nel 74esimo anniversario della Festa di Liberazione dell'Italia dal regime nazifascista e della fine del secondo conflitto mondiale, il Comune e le associazioni combattentistiche e d'arma del paese organizzano oggi una cerimonia, che inizierà alle 9.30 con il ritrovo dei partecipanti sul sagrato della chiesa parrocchiale di Scardevara. Alle 10 si assisterà alla messa nella parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo in suffragio dei caduti ronchesani. Quindi, alle 11, si formerà il corteo che, accompagnato dalla banda Edoardo ed Oreste Tognetti di Perzacco, sfilerà fino a raggiungere il monumento ai caduti, in piazza Garibaldi, nel capoluogo, dove si terrà la commemorazione. A mezzogiorno sarà pronto il pranzo sociale alla baita degli alpini.

 

ROVERCHIARA

 Oggi, in paese, si terranno due cerimonie per la ricorrenza del 25 aprile. Alle 9, a Roverchiaretta, messa seguita dalla deposizione di una corona al monumento. Alle 11, messa a Roverchiara e cerimonia al monumento

 

NOGARA 

 Il 74° anniversario della Liberazione sarà celebrato con una manifestazione unitaria a cura del Comune e delle associazioni d’Arma. Alle 9, raduno davanti al municipio, seguito dal monumento ai caduti, messa nella chiesa di Caselle e deposizione di una corona d’alloro al tempietto di San Rocco. Alle 9.30, al centro sportivo «Remo Soave», in via Onesti, si svolgerà invece il 3° torneo di calcio «Piccoli amici», riservato alla categoria pulcini 2009. Il mercato settimanale si svolgerà regolarmente con le consuete modalità. 

 

 

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