Grandine a Ca’ degli OppiAllagamenti a Pedemonte
Grandine a Ca’ degli OppiAllagamenti a Pedemonte
Andrea Sambugaro21.06.2020

Piscine chiuse: a San Giovanni Lupatoto e a Bovolone, per esempio. Distanziamento sociale obbligatorio: sulle già poco capienti spiagge del lago di Garda, per esempio. Comuni costretti a riscrivere i bilanci, causa necessità di dover sostenere famiglie e imprese: tutti, per esempio. Grest parrocchiali azzerati o quasi, salvo rare eccezioni: Settimo di Pescantina, per esempio. Ancora: spettacoli cancellati o modificati ovunque, per esempio, tranne che al castello di Villafranca. Sagre e feste rimandate all’anno prossimo: quella di Santa Viola ad Azzago, per esempio. Eventi che saltano: per esempio, il sindaco di Zevio ha annunciato che la festa di Santa Toscana dovrà rinunciare allo spettacolo pirotecnico. Tradizioni che si interrompono: il campionato delle bisse sul lago, per esempio. Famiglie che non possono permettersi di andare in vacanza: per esempio, a Bussolengo, in poche settimane, è più che quadruplicato il numero di famiglie che accedono al dispensario della Caritas (da 30 a 130). Hai voglia a non toccare ferro quando, avviando ieri il cemputer perché sei costretto allo smart working anzichè lavorare in ufficio, ti è apparsa sulla schermata di Google la scritta «Buona estate 2020!». Spiritosi.... Anche Giove, diversamente da altre annate, rema contro: nelle scorse settimane, le ultime di primavera, si è accanito con grandinate, pioggia e vento. L’ultima, l’altro ieri, l’ha riservata al Baldo: ha scricato la sua furia su San Zeno di Montagna, forse perché, dopo avere raso al suolo diversi tipi di coltivazioni, qualcuno gli ha suggerito che l’elenco era incompleto: nella tipologia mancavano i castagni. È beffardo, Zeus: nelle settimane in cui il coronavirus imperversava, ed erano tutti rintanati in casa, dispensava giornate di sole e temperature miti. Poi, con il sopraggiungere delle fasi 2 e 3, ha indirizzato nuvole gravide di pioggia, trasformatasi in grandine, su metà provincia: in Valpolicella, a Vallese, in Val d’Alpone e nell’Est veronese, nel Villafranchese... «E la chiamano estate», cantava nel 1964 Bruno Martino, in una celebre canzone poi riproposta di Ornella Vanoni, Mina, Orietta Berti. Date le premesse, è tornata di moda in questa stagione del dopo Covid, più unica che rara. Almeno si spera. •