Bauli: «Bene Verona
Ma è tutto il sistema
che deve funzionare»

Bauli sul palco con Bertolino (foto Marchiori)
Bauli sul palco con Bertolino (foto Marchiori)
Francesca Lorandi11.06.2019

 

Si sta svolgendo a Dossobuono, all'auditorium di Calzedonia, la 74esima assemblea generale di Confindustria Verona, moderata da Enrico Bertolino.

«L'Italia non è quello che stiamo vivendo adesso: dobbiamo porci degli obiettivi di lungo periodo e poi mettere in campo misure per raggiungerli. Se invece cambiamo continuamente strategia, se non abbiamo una visione chiara non andiamo da nessuna parte». Ci sono le potenzialità, evidenti, delle imprese italiane. Ma, sottolinea Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona, intervenendo all'assemblea, c'è l'incertezza del contesto in cui queste aziende operano, e c'è la necessità di una Europa più forte, «un'Europa che in vent'anni ci ha fatto risparmiare 500 miliardi di oneri finanziari, ma che ci tira le orecchie perché noi spesso non rispettiamo i patti e allora perdiamo credibilità verso il resto del mondo».

 

Michele Bauli con l'ad di Athesis Matteo Montan (foto Marchiori)

 

Tuttavia in questo contesto Verona va bene, funziona più del resto del Paese. «Da 23 trimestri la produzione è in crescita» spiega Bauli, «solo è un poco in aumento la disoccupazione. Ma non deve essere una gara tra chi va meglio e chi va peggio: deve funzionare tutto il sistema Italia e poi tutto il sistema Europa. Le economie non sono isole ma sono tutte correlate tra loro».

 

Vincenzo Boccia con Michele Bauli (foto Marchiori)

 

«RIPARTIRE DA LAVORATORI E IMPRESE»

Oltre ai vertici provinciali dell'ente, è presente anche il presidente nazionale Vincenzo Boccia. 

«Qualsiasi intervento per ridurre la pressione fiscale va bene ma bisogna partire da lavoratori e imprese», ha detto il numero uno degli industriali. Aggiungendo: «La flat tax va affrontata con il nodo delle risorse, avendo un debito pubblico rilevante».

In vista del probabile arrivo della procedura di infrazione da parte della Ue, Boccia ha auspicato la scelta di un «commissario di primo livello» e ha aggiunto:  «Le ultime parole del ministro Tria fanno capire che c’è un buon senso che prevale. La procedura d’infrazione non è nell’interesse nazionale»

 

 

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