Nelle sculture di Rivadossi il piacere di comunicare

Una maternità di Rivadossi
Una maternità di Rivadossi
Vera Meneguzzo 25.11.2019

Una selezione di pregevoli autori è visitabile fino al 30 novembre alla galleria «La Meridiana» di via Oberdan 3. Di Mario Schifano, un raffinato acquerello con prati e nuvole. Precisissime le incisioni di Gianmaria Ciferri con una natura morta e una dolcissima donna di profilo. Victor Vasaley è presente con una pittura tridimensionale. Di Remo Bianco un lavoro di intaglio con oblò e varie seghettature. Nelle incisioni di Pablo Picasso, con una specie di autoritratto e personaggi intriganti. Per Massimo Campigli una classica figura di donna. Un acquerello con forme sospese nel cielo, vasi, animali e vegetazione per Dalì. La sfera multicolore di Giorgio Olivieri sembra girare in eterno. Mentre Moreno Zoppi e Matilde Sartorari deliziano con delicati vas. SPAZIO 6. Con espressivi gessi e bronzi Giuseppe Rivadossi occupa, fino al 12 dicembre, la sede della galleria «Spazio 6» di via Santa Maria in Organo 6. Temi ricorrenti, la maternità e la paternità, vissuti singolarmente o in coppia. Particolari le figure di madri che tengono fra le braccia e sul capo un piccolo figlio perché l’amore per esso si esprime attraverso il corpo e la mente. Fra i numerosi gessi, un busto di donna e genitori dalle linee allungate che sembrano meglio proteggere i piccoli. Le forme sono stilizzate, ma comunicano pienamente il significato di un amore senza fine. Nel corpo delle persone si possono individuare tutta la bellezza, l’umanità e il sempre sorprendente mistero della vita. Non ci sono gesti teatrali, ma una raccolta visione dell’interiorità degli esseri umani. «Il mio fare scultura» scrive Rivadossi «non appartiene a qualche, ormai vecchio movimento d’avanguardia, ma ad un mio personale piacere di dare corpo a quelle immagini primarie della mia interiorità che mi permettono di ritrovare una coscienza del vivere ed il piacere di comunicare. Nell’intimo del creato, per chi sa vedere, c’è la tenera ed ineffabile umanità che da noi si aspetta solo di essere riconosciuta». Nell’ammirare questo lavori, si riscopre il senso della continuità fra generazioni e si rivive l’emozione della maternità e della paternità. •