Lo scultore
Tagliaferri svela
l'arte ai ragazzi

Lo scultore Felice Tagliaferri
Lo scultore Felice Tagliaferri
Michela Pezzani01.12.2019

Per lo stage che lo scultore non vedente Felice Tagliaferri ha tenuto al Teatro Laboratorio per il festival Non c'è differenza, Isabella Caserta ideatrice e direttrice artistica della manifestazione giunta alla sesta edizione e dedicata a tutto ciò che è diversità, gli ha procurato come da accordi 75 chili di creta fresca che poi l'artista romagnolo ha spiegato come plasmare, al buio, a ragazzi veronesi delle scuole medie e dell'Accademia di Belle Arti.

 

Il primo gruppo di apprendisti ha lavorato sul tema del cavallo e il secondo, nel turno successivo, sull'autoritratto: due intensi momenti nei quali Tagliaferri non si è posto come maestro, ma come uno di loro. I giovani hanno lavorato ciascuno il pezzetto di materia prima dando forma e vita alla propria opera «sentita» e poi l'hanno portata a casa protetta dal cellophan, per poterla perfezionare, visto che la creta impiega quindici giorni per seccarsi del tutto.

 

Un'esperienza formativa armoniosa, che ha creato un'atmosfera di empatia operosa e umana tra i ragazzi e Tagliaferri, già ospite del festival nel 2015 , quando ha raccontato al Teatro Laboratorio la sua vita creativa e ha portato alcune sue piccole opere da far toccare al pubblico. Felice Tagliaferri è divenuto famoso anni fa per aver realizzato la copia della statua Cristo velato di Giuseppe Sanmartino custodita nella cappella Sansevero di Napoli. Quando Tagliaferri chiese di toccarla, essendo cieco, non glielo permisero e allora lui decise che ne avrebbe scolpita una uguale da far accarezzare a tutti, così come ha fatto dal 2009 alla fine del 2010, chiamandola Cristo rivelato. Oggi l'opera è richiesta in svariate esposizioni, tra cui una delle ultime al Castello estense di Ferrara, nonostante la mole pari a 18 quintali di peso.