Ci ha lasciato
Enrico Nascimbeni,
l'artista-cronista

Enrico Nascimbeni
Enrico Nascimbeni
12.06.2019

(di Alessandra Vaccari) Il cantautore Enrico Nascimbeni è deceduto. Scrittore, cantautore, giornalista, uomo controverso, Nascimbeni era il figlio di Giulio Nascimbeni, giornalista del Corriere della Sera.

Enrico a inizio anno aveva avuto seri problemi di salute. Ma poi si è ripreso. Ieri sera un malore ha fatto sì che si dovesse ricorrere alle cure del pronto soccorso, ma Enrico è morto all'arrivo in ospedale. I funerali non sono ancora stati fissati ma verranno celebrati a Sanguinetto ed Enrico verrà sepolto accanto al padre nella tomba di famiglia

 

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«OGNUNO DI NOI È UNA LIBERTA' CHE CAMMINA» (di Giulio Brusati)

«Ora Enrico è un aquilone». Così sul suo profilo Facebook viene data la notizia della scomparsa di Enrico Nascimbeni, classe ’59 (era nato il 20 novembre), cantautore, scrittore, poeta, giornalista appassionato.

Morto nelle scorse ore a Milano, dove viveva da qualche anno, dopo mesi di andirivieni fra casa e l'ospedale. L’artista-cronista veronese «ha scelto di sbagliare, le parole sono sue, assieme a quella grande umanità composta di amori, affetti, amicizie, poesie, canzoni. Ora vola libero e a tutti manda il suo abbraccio di libertà».  

Collaborava negli ultimi tempi con il sito All Music Italia, che ha confermato la sua scomparsa: «Cantautore, giornalista, autore di canzoni e poeta… un grande artista, nonché un amico per noi di All Music Italia. Era un uomo di grandi passioni, la musica e la scrittura su tutte, che ha unito in un percorso artistico prolifico e mai stanco».

IL SUO ULTIMO POST. Su Facebook, dove interagiva in maniera tutta sua, e con una notevole dose di passione per la sua professione multiforme, Nascimbeni ha scritto: «Quelli che: "un poeta non deve parlare di politica altrimenti sei un anarchico bastardo e pericoloso ". E loro però in cantina hanno razzismo in vino buono e silente ombre di nazismo. Anche la politica è poesia. A volte la poesia urla come un ragazzo. Partorisce tutti i bimbi del mondo. Si chiama libertà. Di sangue colori e cieli. Leggete scrivete le poesie. Ognuno di noi è una libertà che cammina in una strada che cerca il proprio mare».

LA VITA. Nato a Verona nel novembre del 1959, era figlio di Giulio Nascimbeni, giornalista e scrittore, una delle grandi personalità della cultura italiana del ‘900, scomparso nel 2008. Originario di Sanguinetto, dove aveva la casa di famiglia, Enrico negli anni ’80 inizia come giornalista e cantautore, sulla scia di Roberto Vecchioni, suo amico. E «mi definisco vecchioniano» era una delle sue frasi che diceva tutto.

Dal 1979 al 2011 ha pubblicato dieci dischi, con veri riconoscimenti, di pubblico e critica. Come giornalista ha collaborato per diversi quotidiani (L’Arena compresa), ha seguito inchieste (Mani Pulite) e ha visto guerre, con i propri occhi (Sarajevo, Libano, Afghanistan). Dopo una lunga pausa, nel 2001 ha ripreso a incidere dischi e tenere concerti. Da cantautore, ha scritto per Joaquín Sabina, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Syria, Mango, Francesco Baccini, Mietta e Marco Carta. Nel 2015 ha curato una collana letteraria per la casa editrice Rupe Mutevole. Il suo più recente album è “H”, uscito nel 2011. Il suo ultimo libro si intitola “Ho scelto di sbagliare”.