«Un Circolo che
unisce e aiuta»

La sede del Circolo Noi San Giorgio
La caccia al tesoro durante il Grest
Tutti seduti durante la serata finale del Grest
La chiesa di San Giorgio a Tarmassia
La sede del Circolo Noi San Giorgio La caccia al tesoro durante il Grest Tutti seduti durante la serata finale del Grest La chiesa di San Giorgio a Tarmassia
G.B.M. 02.02.2020

Don Adriano Anselmi è originario di Isola della Scala dove è nato nel 1953. Ordinato sacerdote nel 1977, ha prestato servizio come vicario parrocchiale a Tregnago (fra 1977 e 1982), Golosine (dal 1982 al ’90). In seguito ha guidato le parrocchie di Castelcerino, Casteggiola e Fittà (dal 1990 al ’97), Marcellise (dal 1997 al 2003), Albaro (dal 2003 al 2004). Parroco di Zevio, Albaro e Perzacco dal 2004 al 2006, regge da allora le comunità di Tarmassia e Caselle di Isola della Scala. Che idea s’è fatta di questa comunità? «Anche se è un paese di campagna», spiega don Adriano, «attualmente coloro che sono dediti all’agricoltura sono una piccola porzione delle famiglie. I restanti lavorano come artigiani o in fabbriche e aziende di Isola della Scala. Anche se la popolazione non raggiunge i 1000 abitanti, il paese è attivo per le tante iniziative proposte dal Circolo Noi, dall’associazione dell’Ànara Pitànara (termine simbolico a significare pettegola) che organizza la Sagra del paese e dal Gruppo Sportivo Tarmassia. C’è una scuola dell’infanzia gestita dal Comitato genitori, nel quale è presente il parroco come membro di diritto, e una scuola primaria, frequentata da un’ottantina di ragazzi, con il tempo pieno». La comunità cristiana che si colloca in questa realtà civile quali caratteristiche manifesta? «Sotto l’aspetto pastorale è una comunità viva. Dal punto di vista religioso si nota ancora una certa frequenza e vicinanza alla vita della parrocchia. Però conosciamo anche il venir meno della fede o dell’affezione verso la chiesa. La gente si sposta più facilmente. La parrocchia un tempo accentrava la vita del paese e gravitava attorno al campanile, ora non è più così. La presenza all’assemblea eucaristica della domenica tende ad assottigliarsi; ormai siamo sulla media del 20% di presenze. Nelle occasioni particolari come a Natale, Pasqua o altre feste oppure anche durante i funerali la partecipazione è massiccia. «A me è affidata anche la parrocchia di Caselle, che dista 4 chilometri; è più piccola, con 250 abitanti. Anche là c’è un “Comitato Caselle”, che organizza la festa del paese denominata “Festa degli asparagi e delle fragole”. In parrocchia esiste un coro di giovani che organizza il canto e l’animazione della messa tutte le domeniche. Ed è un impegno significativo. Anche in quella parrocchia ci sono le catechiste che ci mettono cura ed entusiasmo. Anche gente dei paesi vicini frequenta la messa domenicale e presta aiuto in occasione della sagra del paese». Il messaggio evangelico e l’annuncio della Parola, ma soprattutto la catechesi, come è organizzata nella vostra comunità? «Abbiamo un gruppo di catechisti che si ritrova mensilmente e che seguo personalmente. Da alcuni anni i corsi di formazione, invece, si svolgono nelle parrocchie di Bovolone e Isola della Scala. Ai singoli catechisti vengono anche forniti materiali e schede che servono per approcciare meglio i ragazzi sui vari temi. Ogni classe, dalla seconda elementare alla terza media ha il suo catechista, che ogni 15 giorni li segue nell’incontro della domenica mattina prima della messa. I sacramenti dell’Iniziazione Cristiana vengono impartiti durante la classe terza (la Confessione previa preparazione di un mese) e la quarta elementare (la tappa della prima Comunione); a metà anno della seconda media viene amministrata la Cresima. C’è anche un gruppo di adolescenti: si trovano tutte le settimane ed hanno le loro attività e prestano anche qualche servizio in parrocchia. Da non dimenticare il loro contributo fondamentale durante il mese del Grest. «Durante i tempi forti dell’Avvento e della Quaresima viene organizzata la catechesi per il gruppo adulti. Il cammino di fede per i fidanzati in preparazione al matrimonio si svolge nella parrocchia di Isola della Scala». E d’estate? «L’attività educativa e formativa-ricreativa continua attraverso la partecipazione ai campi scuola diocesani. A livello di zona pastorale un gruppo numeroso di ragazzi, anche con qualche mamma che si presta come collaboratrice, vive alcune settimane al mare nella colonia “S. Maria Assunta” a Caorle, gestita dalla parrocchia di Isola della Scala». E infine la presenza del Circolo Noi. Come valuta il suo operato? «È una presenza bella, molto positiva; serve ad unire e ad aggregare i soci tra di loro, ad apprezzare lo stare insieme. Serve ad aiutare le persone a coinvolgersi in alcune attività e a mettere al servizio di tutti i propri talenti e le proprie doti. I membri del direttivo sono tutti volontari che mettono a disposizione degli altri molto del loro tempo e questo è un fatto che può attrarre molti altri volontari. E questo comportamento ha fruttato la fiducia degli abitanti. Su una popolazione di 900 residenti, i nostri associati sono circa 350. Ed è un risultato più che buono: ottimo». •