«Io, cantautore
vecchia scuola
per Rumors»

 
Giulio Brusati14.06.2016

Un cantautore soul-rock inglese, Jack Savoretti, dalle solide radici italiane per il nuovo appuntamento del Rumors Festival, la rassegna dedicata alla voce, in programma venerdì 17 giugno alle 21 al teatro Romano (prenotazioni: Eventi 045.8039156). La rassegna è ideata da Elisabetta Fadini, è promossa da Eventi ed è parte dell’Estate Teatrale Veronese. Savoretti è il secondo ospite dopo il songwriter americano Rufus Wainwright. A chiudere la manifestazione, sabato 18 alle 21, sarà Neri Marcorè con un tributo a Fabrizio De André insieme a Gnu Quartet.
 
Savoretti, lei torna in tour in Italia in posti sempre più grandi. Venerdì sarà al Romano. C’è una strategia?
No, nessuna strategia; solo la «vecchia scuola» basata sui concerti e sul passaparola. Ogni volta che torno in un posto, c’è sempre più gente. È l’unico metodo che conosco. Meglio lavorare che giocare alla lotteria, anche nel business della musica.
 
In questo lei non è italiano...
No, non gioco d’azzardo; nemmeno con la mia carriera. E con questi concerti vorrei far vedere anche agli italiani che altro modo è ancora possibile. Se uno si «sbatte», suona in ogni posto, la sua musica inizia a girare.
 
Lei ha una serie di amici e colleghi italiani (Elisa, per esempio, e Zibba). Saranno con lei sul palco, in qualcuno dei prossimi show?
Chissà! Ci saranno sorprese grandi e piccole. Non garantisco nulla. Venite e vedrete!
 
Jack, lei ha girato tutta l’Italia, non solo le metropoli. Com’è la situazione della musica dal vivo?
Da voi è difficile trovare locali in cui suonare. Non è facile per uno che scrive e canta le proprie canzoni. Al di là dei talent show e della tv, c’è poco spazio. Ed è un grandissimo peccato perché quando i cantautori possono esprimersi - penso agli anni ’60 e ’70 - voi italiani producete davvero dischi capolavoro. Forse ora manca supporto culturale e sociale. 
 
Dopo aver duettato con Elisa in Arena, lei è presente anche nel nuovo disco della cantautrice, «On». Com’è succcesso?
Mi ha fatto ascoltare il suo disco in anteprima, a una cena. Me ne sono innamorato. Alla fine, sulla porta di casa sua, le ho chiesto: Elisa, posso scrivere una canzone per te? Ed è stato un piacere cantare con lei. È magica e unica, in ogni cosa che fa.

CORRELATI