D’Amico saluta
la Bluvolley:
«Ti porterò nel cuore»

Giancarlo D’Amico esulta con Luca Spirito FOTOEXPRESS
Giancarlo D’Amico esulta con Luca Spirito FOTOEXPRESS
Marzio Perbellini 05.06.2019

Giancarlo D’Amico saluta Verona. Il vice allenatore di Calzedonia, per due anni braccio destro di coach Nikola Grbic, ha trovato l’accordo con la Bluvolley e ha rescisso consensualmente il contratto visto che aveva un altro anno in gialloblù. L’addio era nell’aria, più volte anticipato, inevitabile dal momento in cui la società aveva annunciato Rado Stoytchev. E lunedì è arrivata anche l’ufficialità. Un addio senza polemiche, anzi: il Gianco, che molto probabilmente andrà a Vibo Valentia, sorride e stringe le mani. Senza acredine, senza amarezza. Quest’estate continuerà a lavorare con la Bluvolley visto che sarà il direttore tecnico dei campi estivi per giovani atleti organizzati a Bressanone.

Cosa ti resterà di quest’esperienza a Verona?

Venivo da Civitanova dove avevamo vinto lo scudetto, un anno ricco di risultati. A Verona non ci sono stati trofei ma ci sono stati dei successi personali importanti. Sono molto contento di questi due anni, sia sotto il punto di vista professionale sia sotto quello umano personale.

L’epilogo però è stato un po’ inaspettato.

Inaspettato di sicuro, ma sono uomo di questo mondo e sono consapevole che queste cose fanno parte del lavoro, succedono e sono percorsi che vanno fatti seppur dolorosi. Una scelta della società di cui bisogna prendere atto.

Lo staff tecnico ha avuto responsabilità sulla gestione dei giocatori?

Ho letto tutte le dichiarazioni al riguardo e non ho nessuna voglia di riaprire questo discorso. Secondo me è stata una scelta tecnica che non ha a che fare con delle carenze così gravi. Una decisione presa dalla società e va bene così.

Il ricordo più bello di questa esperienza?

Il rapporto con Nikola Grbic e con il presidente Stefano Magrini. E ovviamente includo anche gli altri soci Bluvolley. Mi piace ricordare gli abbracci dopo le vittorie e il confronto dopo le sconfitte. Questa una peculiarità della società veronese, il rapporto tra lo staff e la proprietà che non sempre si riesce a instaurare. Anzi. Questo mi resterà dentro di sicuro.

Per quanto riguarda la squadra?

Due stagioni diverse e con due gruppi importanti che ci hanno permesso, nei due campionati, di raggiungere traguardi interessanti. Peccato solo non avere ottenuto un obiettivo più netto.

Si è parlato tanto delle due sconfitte con Milano e Padova...Calzedonia avrebbe potuto chiudere la stagione al quarto posto.

Come ho già detto, non esiste un rapporto di causa, effetto o di proporzionalità diretta. Non è detto che saremmo arrivati quarti. La partita di Milano ci ha tagliato le gambe. E poi è arrivata quella di Padova. Con quei sei punti ci siamo persi di sicuro il quinto posto ma ora è inutile parlarne perché con i se e con i ma non si va da nessuna parte.

Andrai ad allenare a Vibo?

Diciamo che l’esperienza veronese mi ha aiutato a farmi conoscere e posso solo dire che il prossimo anno sarò ancora nella Superlega. Sarò un avversario di Calzedonia ma con nel cuore tante amicizie importanti fatte in gialloblù e mi piacerebbe poter ringraziare tante persone. Posso?

Prego.

Ringrazio i soci, uno per uno, con i quali ho avuto un rapporto molto bello. Ma ringrazio in particolare modo Grbic e Angiolino Frigoni, due persone speciali che mi hanno trasmesso molto e che mi hanno insegnato tante cose importanti e di cui farò tesoro. Ma ringrazio anche tutto lo staff tecnico. E abbraccio i tifosi e la Maraia gialloblù, sempre presente e vicina. E infine ci tengo veramente tanto a salutare tutti gli atleti del settore giovanile con i loro genitori, gli allenatori e i responsabili. Un movimento davvero importante. •

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