Cacciapaglia
«Nel mio concerto
suoni non udibili»

Cacciapaglia alla Feltrinellli (Brenzoni)
Cacciapaglia alla Feltrinellli (Brenzoni)
Giulio Brusati25.02.2019

Roberto Cacciapaglia è uno dei segreti meglio custoditi della musica italiana. Pianista immaginifico, compositore raffinato e performer in grado di catturare l'attenzione del pubblico con una musica totale: dal vivo l'artista milanese è una esperienza sensoriale al limite del mistico. E sono grandi le aspettative per il suo concerto dell'11 marzo alle 21 al teatro Filarmonico, tappa veronese del Diapason Worldwide Tour. Oggi alle 18.30 il pianista classe '53 incontra il pubblico  alla Feltrinelli per raccontare com'è nato il nuovo album, "Diapason", e come sta andando la tournée.

Cacciapaglia, nel disco è presente anche il cantante Jacopo Facchini. Sarà anche al Filarmonico?

Non so, a dire la verità devo ancora decidere. Finora stiamo realizzando i concerti con la sua voce fuori campo, e la soluzione mi piace. E poi in un paio di pezzi canto io... Sì, è una sorpresa. Con me ci sarà un ensemble di archi e una postazione elettronica. E uno staff tecnico apposito che curerà video e luci particolari.

Cosa sentiremo al Filarmonico?

Anche i suoni non udibili dall'orecchio umano. Grazie a un software potrete ascoltare anche i suoni armonici, amplificati, quelli che Pitagora definiva essenza dell'universo. E così potremo seguire il suono nel suo percorso nello spazio, per un certo tratto. Noi percepiamo il suono di solito come molto concreto, materiale; invece è trasparente e attraversa muri e montagne. Con i suoni catturati dai software cerchiamo un rapporto più profondo con la musica.

Nel disco e nel concerto appaiono influenze ben precise. Songs of Innocence di William Blake, che ha ispirato pure gli U2...

Sì, Blake penso abbia influenzato molti autori del Novecento, Bob Dylan compreso. Poi c'è anche un poema di Gandhi e una dedica a Martin Luther King. In questa nostra epoca così complessa è fondamentale andare a riscoprire cosa hanno detto, scritto e composto i grandi maestri del passato. Per riuscire a far rivivere il loro insegnamento.

Nel video che accompagna l'album, si vede lei mentre suona ad Abbey Road, nello studio dei Beatles e di altre rockstar...

Sì, mi si vede sul pianoforte che hanno suonato Lennon e McCartney. In quello Studio 2 sono passati i Beatles, certo, e poi Queen, Pink Floyd, Rolling Stones... ma anche Maria Callas e Kubrick per le sue colonne sonore. Un'esperienza che posso definire davvero straordinaria, specialmente per la presenza della Royal Philarmonic Orchestra che ha inciso con me. Vorrei dire che suonare con loro è come strofinare la lampada di Aladino: tutti i miei desideri sono stati esauditi.

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