Slittino,
l’altra faccia
delle piste

Le discese con lo slittino sempre più popolari
Le discese con lo slittino sempre più popolari
Claudio Mafrici25.02.2020

Risalire a piedi, o in funivia, la montagna e poi scendere a valle su una slitta: il divertimento è assicurato e, in Alto Adige, autentica capitale di questo sport, le possibilità sotto davvero tantissime. Di fatto, negli ultimi anni è diventata una vera e propria attività turistica, alla portata di tutti, con una rete ben organizzata di piste, con guide, servizi, noleggi, ristoranti. Il divertimento sulla neve è garantito anche in un’annata come questa, che è stata molto generosa di fiocchi in autunno e avarissima in inverno. E si sono moltiplicate le stazioni che propongono, accanto allo sci alpino, al fondo e alle ciaspole, questo genere di svago all’aria aperta, magari accompagnato da una gustosa sosta in qualche malga. E nelle sere con la luna piena l’emozione è assicurata, come il pienone. Il fenomeno è soprattutto altoatesino, perchè qui la tradizione dello slittino è stata riscoperta e valorizzata in chiave turistica. Non bisogna essere dei campioni: basta indossare abiti adatti, guanti e scarponi da escursionismo, meglio se impermeabili. Vietati invece gli scarponi da sci, che impediscono il controllo in discesa. Già, perchè la slitta si guida con i piedi e con le braccia (e con la testa, ovviamente) e richiede un minimo di tecnica, che peraltro si acquisisce senza troppa fatica: in sostanza, per curvare a destra bisogna premere il piede sul pattino sinistro, dopo aver tirato verso di sé con la corda il pattino destro. E viceversa. L’entrata in curva va fatta a una velocità adeguata alle capacità del «pilota», soprattutto se la neve è ghiacciata (succede spesso al mattino). Per il resto basta un po’ di buon senso, visto che le piste si sviluppano su stradine di montagna anche piuttosto strette, e voglia di divertirsi, in gruppo e in famiglia. Il costo del noleggio, in media 8 euro, è alla portata di tutti; a questo va aggiunto l’eventuale biglietto dell’impianto, se si vuole evitare la camminata, peraltro consigliata ma non sempre possibile (spesso le risalite a piedi su pista sono vietate). Alto Adige capitale, quindi, dato che offre decine e decine di discese, alcune davvero lunghissime. In quest’ambito spicca la Val d’Isarco, un riferimento per gli amanti dello slittino, visto che vanta ben 22 piste e i due tracciati più lunghi: quello della Plose, il Rudi Run, sopra Bressanone, di 9,5 chilometri (con un finale spettacolare, che richiede cautela a causa delle velocità che si possono raggiungere), e quello di Monte Cavallo, sopra Vipiteno, che tocca i 10 chilometri e offre anche la possibilità, due volte alla settimana, di discese notturne su pista interamente illuminata fino a mezzanotte. Molto bella anche quella di Racines, lunga 5 chilometri. In Val Gardena la più famosa è quella di Rasciesa, che con un dislivello di oltre mille metri e una lunghezza di 6 chilometri, rappresenta una bella sfida. Più corte e facili quelle sull’Alpe di Siusi. A Obereggen è aperta, e anche illuminata tre volte a settimana con servizio cabinovia, la pista Epircher-Laner di 2,5 chilometri, con tanto di tunnel iniziale. In Alta Pusteria meritano le piste di Sesto, quella della Croda Rossa, lunga 5 chilometri, e quella tecnica che parte dal passo Monte Croce, con un dislivello di 600 metri. A parte alcuni tracciati, comunque, in genere si tratta di piste a misura di famiglia e di bambini. Un’idea in più per una giornata sulla neve.