Sciogliamo i muscoli

Federico Mereta01.06.2020

Chiamateli, se volete, esiti da lockdown. Sono acciacchi di ogni tipo, legati al fatto che durante la quarantena ci si è dimenticati troppo spesso di fare regolare attività fisica, preferendo magari le letture sul divano o i tempi chini su computer e altri dispositivi legati al lavoro a distanza. Ma è la schiena a dover fare di più i conti con questa situazione, che ha portato a posture non proprio ottimali per la colonna vertebrale e i muscoli che la circondano. A raccontarlo, cifre alla mano, è una ricerca condotta da Assosalute, Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione, secondo cui a soffrire di dolori posturali, anche prima del periodo di clausura forzata, è ben il 73 per cento degli italiani. La classica lombalgia interessa una persona su due tra questi «sofferenti», torcicollo e simili sono al 37 per cento, mentre il male alle ginocchia e alle caviglie poco sollecitate dai movimenti interessa poco meno di una persona su tre. Effetti della quarantena? Quasi una persona su due dice che con il lockdown i fastidi sono stati più frequenti. Provare a spiegare questi aspetti non è certo semplice. Ma è certo che le abitudini lavorative, primo tra tutti lo smart working e le pause immancabili in poltrona, non hanno certo agevolato il benessere di muscoli e articolazioni. Sempre in base all’indagine, il 44 per cento del campione ha ricondotto però questi dolori non solo all’attività fisica «fai-da-te» ma anche all’eccessiva sedentarietà del periodo di quarantena, seguita da posture sbagliate assunte durante i momenti di relax sul divano (34 per cento) e dallo smart working (21 per cento), di cui si lamentano soprattutto i giovani. Tra le contromisure, se è vero che più di quattro persone su dieci si sono affidate a farmaci di automedicazione per i problemi passeggeri, la prevenzione appare fondamentale. A questo punto, ecco il dilemma. Cosa fare per mantenere la schiena in forma, senza cadere negli improvvisi blocchi muscolari che ci mettono ko? Una ricetta giunge dalla Lituania e punta sui movimenti che attivano i muscoli «profondi», quelli che vengono poco sollecitati nella vita di ogni giorno. A proporla è uno studio della Facoltà di Scienze sociali, scienze umane e arte dell’Università di Kaunas, pubblicata su Clinical Biomechanics, che punta a migliorare, attraverso esercizi specifici da fare ogni giorno, la stabilità del fondo schiena, ovvero della zona lombare. Questo obiettivo si può raggiungere con il rafforzamento dei muscoli profondi, come appunto il multifido, che è stato uno dei parametri misurati per valutare il valore degli esercizi. Il percorso proposto dagli scienziati lituani si sviluppa su diversi esercizi, sia statici che dinamici, da ripetersi da 8 a 16 volte. È importante ricordare che la posizione assunta negli esercizi statici va mantenuta per diversi secondi, così si stimolano i muscoli da interessare. Il dato importante che emerge dallo studio è che, grazie a questo training di stabilizzazione lombare, a quattro settimane dall’inizio degli esercizi mirati la sezione trasversa del muscolo multifido è apparsa più ampia, a riprova dell’effetto del trattamento. Come segnalano i ricercatori lituani nel loro studio, che ha messo a confronto due popolazioni femminili, con questo metodo o con semplici esercizi di rafforzamento dei muscoli, rilevando appunto i vantaggi dell’approccio mirato ai muscoli profondi, «il sistema nervoso centrale umano usa diverse strategie, come la preparazione per mantenere la postura, l’adeguamento preliminare alla postura, la correzione degli errori della postura, che devono essere corretti da specifici esercizi di stabilizzazione». Muoversi, insomma, è importante. Farlo bene ancora di più.