Ripartenza
muscolare

L'attività fisica è fondamentale soprattutto quando non si è più giovanissimi
L'attività fisica è fondamentale soprattutto quando non si è più giovanissimi
femereta@tin.it25.05.2020

Diciamocelo. Nelle scorse settimane, complice anche la necessità di rimanere a casa per contrastare la diffusione del virus, chi prima faceva una regolare attività fisica e chi non aveva proprio la mentalità da atleta probabilmente ha ulteriormente ridotto gli stimoli per muscoli, ossa e articolazioni. Ebbene, questa tendenza, soprattutto per chi ha i capelli bianchi, non è stata certo salutare per il benessere. Ma la novità della scienza è che forse il calo muscolare, con la massa magra che diventa sempre più povera, potrebbe anche aprire la strada al diabete di tipo 2. E tutto, badate bene, a prescindere al peso corporeo: se è vero che il sovrappeso e l’inattività fisica sono pericolosi per il controllo della glicemia, pare anche che il calo della massa muscolare possa avere un ruolo negli anziani, magari anche se di peso regolare, nel favorire l’insorgenza del problema metabolico. Il muscolo scheletrico è il tessuto sensibile all’insulina più grande del corpo e quindi ha ovviamente un ruolo di primo piano nel controllo della glicemia. Quando la massa muscolare cala, cosa che accade proprio nella terza età, si verifica il fenomeno chiamato tecnicamente sarcopenia. E purtroppo questa condizione parrebbe legata ad un maggior rischio di sviluppare il diabete negli anziani. Curiosamente, la situazione sarebbe peggiore per il sesso forte: per le donne, per fortuna, questa associazione non pare così significativa. A segnalare il rischio è una ricerca apparsa su Journal of the Endocrine Society ed è stata coordinata da Rita Kalyani dell’Università Johns Hopkins. Lo studio è stato condotto per tentare di trovare un rapporto tra la componente muscolare, cioè la massa magra, e un maggior rischio di sviluppare il diabete nella terza età. La stessa Kalyani ricorda che «con l'invecchiamento, una massa corporea magra relativamente bassa era associata a una maggiore incidenza di diabete tra gli uomini ma non tra le donne, ed era parzialmente correlata alle dimensioni corporee». Lo studio ha preso in esame poco meno di duemila persone, di entrambi i sessi, di età media intorno ai 59 anni al momento del reclutamento, poi seguite per sette anni. I partecipanti sono stati sottoposti a misurazioni con un test specifico (assorbimetria a raggi X a doppia energia) per valutare la composizione corporea totale, la massa grassa, la massa magra e il contenuto di minerali ossei nel corpo e nelle gambe. I test sono stati ripetuti ad ogni controllo e nel periodo di monitoraggio sono comparsi 134 nuovi casi di diabete. Attenzione però: le alterazioni del metabolismo sono comparse soprattutto tra chi aveva una massa magra inferiore, quindi poco muscolo: uomini e donne con una percentuale più elevata di massa corporea magra totale avevano valori di glicemia inferiori sia a digiuno che nel test orale di tolleranza al glucosio a due ore. Per favore, quindi, approfittate di ogni occasione per far riprendere polpacci intorpiditi, cosce e braccia che hanno perso il turgore giovanile. Dietro l’angolo può essere un nemico che ha un nome tecnico complesso: sarcopenia. Se è vero che nella terza età si può verificare dapprima la progressiva riduzione della massa magra, in particolare della massa cellulare metabolicamente attiva, ed un incremento della massa grassa, per poi vedere una accentuazione del calo della massa magra con contemporaneo calo di quella grassa dopo i 75-80 anni, è altrettanto innegabile che occorre fare qualcosa. Mantenersi in forma è fondamentale, all’aperto o in casa, specie se vedete che si riduce il volume dei principali gruppi muscolari delle braccia e delle gambe. E attenzione anche a tavola: per consigli, chiedete al medico!