Dormire meglio:
ecco gli aromi
benefici per il sonno

Dormire in un ambiente profumato, dice uno studio dell’Università di Friburgo, aiuta il sonno e migliora le capacità di memorizzare
Dormire in un ambiente profumato, dice uno studio dell’Università di Friburgo, aiuta il sonno e migliora le capacità di memorizzare
Federico Mereta25.02.2020

Le giornate iniziano timidamente ad allungarsi ma le ferie d’estate sono ancora lontane. Chi sogna le prime vacanze di Pasqua per ritemprarsi sa che l’attesa sarà lunga. E così, specie per chi studia o lavora, questo può essere anche un periodo di grande fatica psichica. Concentrarsi diventa difficile e soprattutto sembra quasi che lo stress e la vita di ogni giorno divorino la nostra capacità di ricordare, facendoci sentire svagati. Se volete un possibile rimedio, semplice e (forse) efficace, provate a dare una sterzata alla situazione abituandovi a dormire con un mazzo di rose sul comodino. Avere vicino il profumo dei fiori potrebbe aiutarvi a recuperare le capacità mnemoniche, consentendo un miglioramento nelle prestazioni di memoria a lungo termine, quelle che ci consentono di «depositare» un ricordo nel cervello e di tirarlo fuori quando lo richiediamo. Il processo avviene soprattutto la notte, proprio quando riposiamo. A dimostrare l’utilità di una stanza profumata di rose (non diamo consigli sul colore e soprattutto, per chi è meno romantico, bisogna sempre ricordare che esistono stick odorosi in grado di offrire l’aroma artificiale) per la memoria è una ricerca condotta in Germania, coordinata da Jürgen Kornmeier e Franziska Neumann dell’Università di Friburgo,. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports e conferma che proprio di notte, quando riposiamo profondamente, riusciamo a «mettere da parte» le cose davvero significative tra le tante sensazioni che si sono affastellate durante il giorno e che, ovviamente, per la maggior parte non vogliamo mantenere in memoria. La ricerca ha seguito una cinquantina di studenti fin dalla settimana prima di un esame relativo allo studio di termini inglesi, quindi completamente legato alle capacità mnemoniche. I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi: nel primo non è stato proposto alcun profumo, nel secondo l’aroma di rosa è stato messo a disposizione nello studio a casa e durante il test, nel terzo ha pervaso la stanza sia durante la preparazione a casa sia durante la notte, ma non nel corso dell’esame, nel quarto oltre a questa «preparazione» diurna e notturna si è aggiunta anche la presenza del profumo durante l’esame. Tra tutti gli studenti, quelli che avevano goduto la notte del profumo nella loro camera da letto hanno ottenuto risultati migliori mediamente del 30 per cento rispetto a quelli del gruppo non «trattato» con l’originale integrazione olfattiva. Insomma: riposare in un ambiente profumato con una fragranza gradevole come può essere quella della rosa può davvero aiutare anche chi è più renitente a ricordare. Questa ricerca non è peraltro l’unica prova dell’importanza dell’olfatto nel farci vivere meglio, anche se spesso ci dimentichiamo di incorporare sensazioni semplicemente «annusando» come i nostri amici a quattro zampe. Se il naso è chiuso o comunque non allenato, infatti, rischiamo di perdere importanti stimoli che vengono dall’ambiente. Il respiro è un’arma fondamentale, non solo per vivere, ma anche per far arrivare, attraverso vie diverse, sostanze ad azione positiva per l’organismo. Ogni giorno, senza che ce ne accorgiamo, nel nostro corpo lavoriamo quasi 19.000 litri di aria. E svolgiamo due funzioni fondamentali per la sopravvivenza del nostro organismo. Con l’aria che entra attraverso il naso e la bocca, scende lungo le vie dell’apparato respiratorio e arriva ai polmoni, introduciamo l’ossigeno necessario per la produzione di energia e il benessere delle cellule. Nella via a ritroso, viene espulsa l’anidride carbonica, il prodotto di scarto dell’organismo. Respirare bene significa vivere meglio. E forse, con i profumi giusti, anche ricordare di più.