Pashmine d’autore
dal quadro al cliente

25.02.2020

«Trasformo le mie opere che sono ricche di colori, di energia positiva, in abiti e pashmine». Dalla tela al tessuto, l’arte non è più solo da osservare ma si può indossare. È stata questa l’intuizione di Arvedo Arvedi, veronese di origine ma romano d’adozione, che ha fatto della pittura, inizialmente un hobby, una professione, individuando modi innovativi per goderne. «Ho cominciato dedicandomi a questa mia passione solo nei periodi di vacanza», ricorda, «collaborando con grandi artisti internazionali». In questo modo Arvedi ha iniziato a sviluppare uno stile suo, attraverso quadri caratterizzati da colori vivi, intensi, tali da trasmettere energia positiva, vitalità. Il matrimonio con l’abbigliamento, inteso come abiti ma anche accessori, è avvenuto solo una manciata di anni fa, per caso, a Capri, dove Arvedi era in vacanza con la moglie. Una scintilla scoccata entrando nel Laboratorio Capri, uno dei simboli della moda dell’isola. Lo aveva creato nel 2010 Michele Esposito, erede della maestria artigianale del padre Gigino, che insieme con la moglie era titolare dell’omonima Sartoria Gigino, molto apprezzata fin dagli anni Cinquanta, dal jet set internazionale che eleggeva Capri fra le destinazioni ideali. E Laboratorio Capri è diventato in poco tempo l’officina sui generis per chi vuole distinguersi grazie all’edizione limitata delle proposte sartoriali. E qui dentro Arvedi ha avuto l’intuizione che ha segnato una svolta nella sua professione. «Avevo acquistato una meravigliosa pashmina per mia moglie», ricorda Arvedi, «ce n’erano molte nel Laboratorio, in seta e in modal stampate con cartoline illustrate. Ho quindi chiesto a Michele se fosse possibile realizzarne anche con le immagini e i colori vibranti dei miei quadri». Ci provarono, il risultato andò oltre le aspettative. «La collaborazione con Michele Esposito», continua l’artista, «è iniziata così, nel 2015, con la creazione di una pashmine che riproduceva il quadro “The Net“. Nel 2016 la produzione si è allargata a sei modelli con vari colori base il bianco, il rosso, l’arancio, il blue, il giallo, e il verde. L’anno successivo la collezione Arte da Vestire si è ampliata ulteriormente con una serie di abiti realizzati con i miei disegni, sviluppati dallo stilista caprese. Come tessuto, visto che si trattava di una collezione estiva, è stata scelta la seta, che esalta i vividi colori dei miei quadri, dando ai tessuti luminosità e freschezza». Le pashmine, veri pezzi d’arte, avevano un grande potenziale. Arvedi lo aveva capito, intuendo che quei tessuti colorati, pieni di vitalità ed energia, potevano diventare uno strumento strategico per le aziende, ambasciatrici capaci di fidelizzare i clienti «vip», creando legami speciali, emozionali. Oggi questi tessuti sono pezzi che Arvedi, corporative artist, crea per le imprese che vogliono distinguersi. «È un modo per dire “sei importante per me“, “io tengo a te“», spiega l’artista, che raccoglie ispirazioni, stimoli dai clienti, per poi esprimerli attraverso la sua creatività. Succede allora che l’unità di un gruppo venga raccontata attraverso quadri, l’espansione tramite spirali che si sviluppano verso l’esterno. «Sono archetipi», aggiunge Arvedi, «che richiamano inconsciamente determinati concetti». Una volta realizzata, l’opera viene fotografata ad alta definizione e l’immagine è successivamente trasmessa al computer ed elaborata con un programma speciale. Si tarano i colori affinché una volta stampati sulla pashmina abbiano la massima resa e intensità. «È tutto made in Italy», sottolinea Arvedi, «perché le pashmine vengono realizzate da un laboratorio di fiducia di Como, che garantisce la più alta qualità». Ogni richiesta si trasforma in una collezione in edizione limitata, con un numero ridotto di pezzi, e non sarà mai replicata «perché chi le riceve, il cliente dell’azienda, la persona speciale alla quale l’imprenditore vuole regalare questa emozione, deve sentirsi valorizzato. Deve sentirsi unico». (f.lor.)