Ma quanto piace l’uomo con la gonna

Pitti Uomo, due modelli in passerella
Pitti Uomo, due modelli in passerella
Luca Mantovani20.01.2020

Addio macho. O forse è solo un arrivederci. Il Pitti chiude i battenti e ci regala un uomo fragile, ecosostenibile, dolce. Con un tocco di femminilità. E c’è anche chi ha pensato di mettergli la gonna. Basta dare un’occhiata alla collezione Random Identities di Stefano Pilati.

 

In pochi si aspettavano una rivoluzione totale del guardaroba maschile, un abbattimento dei codici e delle regole del vestire così radicale, in nome della libertà e dell’inclusione, in una visione futuristica che vede proiettare nel futuro un’umanità indistinta, dove gli uomini e i giovanotti potranno aprire i cassetti e gli armadi delle sorelle o delle amiche e prendere in prestito reggiseni di Svarovski da portare come collana top sulle camice di seta.

 

Oppure potranno prendere a prestito la gonna al ginocchio, da mettere con i cuissard di camoscio. Oltre alla provocazione, lo stilista che ha accumulato nella sua carriera esperienze per alcune delle migliori griffe, come Giorgio Armani, Prada, Yves Saint Laurent, sembra voler confermare che guerre e governi non potranno arrestare il progressivo cammino dell’umanità, verso una generazione XY che non vedrà distinzioni tra sessi, colore della pelle, taglie ed età. Infatti, tra modelli e modelle dall’aria di angeli, sfilano alla Leopolda anche una modella di colore molto curvy, una bambina che sembra avere dieci anni che impressiona vedere camminare con i tacchi, lo stesso Pilati, nel finale con un cappotto cammello e occhiali da vista.

 

Tutti i look incorporano una tensione verso la provocazione, comunque controllata attraverso scelte monocromatiche e dettagli netti. Pitti ha mostrato un lato ribelle, metropolitano, senza dimenticare la tradizione. La classicità del taglio inglese e il comfort della maglieria in lane pregiate senza trascurare il lato rock dell’universo maschile, quello che si affida al denim, o alla street culture vedi Armani Exchange, cedendo al fascino del militar style, o a quello agender che propone capi, come la mantella e colori neutri disegnati da Gabriele Pasini pensando a entrambi i sessi. Il tutto in un’estetica sostenibile che ha contagiato moltissime aziende presenti a Pitti.

 

Il must del nuovo guardaroba è il cappotto che deve sottolineare la spalle come il progetto di Paltò, oppure deve trasformarsi in coprispalle tuttofare da portare sulla tuta vedi American Vintage. Irrinunciabile anche la giacca in stile biker di Aeronautica Militare e il gilet imbottito che lascia intravedere felpe grintose, il trench classico come quello de L’Impermeabile. I tagli sartoriali diventano imprescindibili con Luigi Bianchi di Mantova e rendono possibile l’alternarsi dalla pelle alla seta, dalla lana ai velluti secondo le indicazioni di Carlo Pignatelli.

 

Lo spirito rock si esprime soprattutto nelle stampe che richiamano simboli e icone care al mondo underground, unite a frasi che inneggiano all’indipendenza e al coraggio di essere se stessi. Anche il mondo delle uniformi, militari e da lavoro - Blauer è il punto di riferimento - influenza l’estetica delle collezioni del prossimo autunno e restituisce capi dall’anima rètro, in chiave contemporanea ma resa impeccabile dall’impiego di materiali di alta qualità. Dettagli, dalla palette dei colori alla scelta di bottoni e alamari, che attingono alle linee vintage delle divise navali inglesi e giapponesi, capispalla comodi che citano le giacche dell’aeronautica francese degli Anni Trenta. Tutto ripensato anche il denim di Gas che si connette al mondo del moto racing e presenta la nuova capsule Indigo Racing Club con un nuovo dna. La collezione si sviluppa mescolando il mondo delle moto con quello dell’officina. S’innestano grafiche all over e termonastrature che tracciano linee come confini.

 

Il denim incontra l’automazione meccanica e la velocità. Finiture effetto malto e dirty, come fossero macchie d’olio e di grasso, contaminano t shirt e piumini dalla vestibilità over e super imbottiture. Tagli ergonomici e protezioni prese in prestito dai circuiti motociclistici. Nel mondo denim, i fit slim presentano spalmature effetto pelle e inserti in ecopelle. La collezione Automobili Lamborghini punta a tre linee: Informal Luxury, Casual e Pilota Ufficiale. La prima è una linea informale a base di capi come il biker in pelle nera, felpe e t shirt con grafiche minimal oppure il parka minimal tech. Nella linea Casual c’è la puffer jacket double color Deep Green e Nero Pegaso, capo perfetto per fronteggiare condizioni climatiche estreme. Pilota ufficiale è la linea che comprende la giacca termica color nero in tessuto 3 layers ma anche il piumino, sempre in tessuto 3 layers, che cela all’interno un sistema di aerazione - traspirazione che sfrutta il flusso termico dell’aria per mantenere la temperatura del corpo sempre costante.