E adesso, Sindaco
proibisca i botti

La Posta della Olga
La Posta della Olga
17.11.2015

Silvino Gonzato

«Sindaco Tosi, - scrive la Olga - mi rivolgo a lei: con l’avvicinarsi delle Feste torna la mania dei botti. Abbiamo ancora nelle orecchie quelli tragici degli attentati di Parigi. Non vogliamo sentirne altri. Par piasér, el ciàpa in man la penna e el scriva un’ordinansa che la méta al bando petardi, mortaretti, razzi, castagnole e tutte le òstreghe che s-ciòpa. Gliene renderemmo merito. Altri Comuni lo hanno già fatto da tempo. Domenina scorsa, a una quarantina di ore dalle stragi di Parigi, centinaia di persone che si trovavano davanti al teatro Bataclan per rendere omaggio alle vittime sono fuggite terrorizzate quando un idiota ha fatto scoppiare dei mortaretti, un rosario di scoppi in sequenza che assomigliava alle raffiche dei kalasnikov».

«Ci auguriamo che la nostra città non rientri nei bersagli del terrorismo islamico né di altra matrice, ma tutti, attraverso la televisione, abbiamo sentito sgranare i colpi assassini e non possiamo sopportarne una replica, sia pure solo sonora, nelle nostre piazze e nelle nostre strade. L’accostamento sarebbe troppo facile ma, anche se ciò non fosse e, a prescindere da ciò che è successo a Parigi, non vedo come si possa permettere che dei deficienti si divertano a maneggiare bombe in miniatura e a tirarle tra le gambe della gente inconsapevole che cammina per le strade, spaventandola o, se colpita, ferendola».

«Lei, signor sindaco, che ha bandito la non letale schiuma da barba tra le masse gaudenti del carnevale, non avrà alcuna difficoltà, spero, a vietare i ben più pericolosi, e comunque odiosi, botti, non solo per il periodo natalizio ma per tutto l’anno. La Irma di Veronetta mi ha detto che già ieri, con buon anticipo sulle Feste, in piazza Isolo una raffica di botti ha fatto scattare le sirene di alcune auto parcheggiate. Fossero stati colpi di arma da fuoco, non dico di terroristi, ma di rapinatori, la Irma non ne avrebbe colto la differenza. Anche di questo aspetto, signor sindaco, bisogna tener conto. Tra una raffica che uccide e una raffica che non uccide ma spaventa e può creare drammatici equivoci c’è differenza solo per un orecchio esperto di armi. Noi non l’abbiamo e, specie dopo Parigi, ogni botto ci terrorizza. E adesso, faccia lei, se crede».