Tornare in discoteca?
È possibile solo il ballo
con la scopa

La Posta della Olga
La Posta della Olga
Silvino Gonzato12.06.2020

Dal 15 luglio riapriranno le discoteche - scrive la Olga - ma, a causa delle norme per il contenimento del coronavirus, si potrà ballare solo all'aperto e mai abbracciati. Aboliti la mattonella, il valzer, il tango, la mazurka, la polka, il cha cha cha, la rumba, il paso doble e la kizomba, non rimarranno che il rock e il twist, ma senza contatto fisico tra le coppie, o il bavarese “schuhplattler“ per soli uomini in cui si battono le suole delle scarpe, ci si sberla e si lanciano gutturali jodel. Il cheek to cheek (ganassa contro ganassa) sarà punito con un'ammenda proporzionata alla pressione interganassale. Neanche sognarselo di ballare avvinghiati come l’edera che era lo scopo delle festine in casa dei miei tempi quando, nonostante si spegnesse la luce, il mio Gino restava sténco come un bacalà. «Bàseme, stupido» lo incoraggiavo col pensiero ma lui accendeva una nazionale semplice e faceva i cerchi di fumo atteggiando la bocca a quella di una trota salmonata. Con le nuove regole meglio ballare da soli o coi lupi come faceva Kevin Costner nella prateria. Volendo, si potrebbe pescare nel vasto repertorio dei balli tradizionali di cui abbondano le regioni italiane. Penso ai saltarelli molisani, ma sono da scartare la tarantella, la tammuriata e il ballu tundu sardo perché non si rispetta il distanziamento sociale. Non ho letto per intero la direttiva del governo ma credo che siano ammessi i balli zoomorfi, i balli pantomimici, i balli coi puòti, i balli con la scopa e le danze votive. Il mio Gino sta provando il tango col casquè da solo perché assieme alle discoteche apriranno anche le balere e noi, quando ne salta el mato, andiamo alla balera del Pito Rosso, all'aperto, sotto un figàr, dove ci sono quattro marànteghe che ballano tra di loro e gli uomini giocano a carte, bevono direttamente dal fiasco e ruttano, dopodiché entrano in pista e ognuno fa il casquè da solo senza dama. L'estate scorsa el Bole, che non era abbastanza allenato, si è rotto l'ulna e il radio. Ho telefonato alla Pita, la proprietaria del Pito Rosso: «Alora verzìo anche voaltri el quìndese?». «Sì - mi ha risposto - ma stè atenti parché ghe sarà un brigadiér che el buta fora dal cancèl ci no rispèta le distànse. E portève l'ombrèla parché no se sa mai che pióa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA